Internet in Cina – la pirateria online in Cina

La pirateria online in Cina

Per quanto internet in Cina sia regolato e limitato invasivamente dal governo, i pirati e i prodotti piratati sfuggono sistematicamente ai censori e continuano a proliferare all’interno del muro.

Un caso eclatante di serie tv piratata e distribuita online, che sta facendo abbastanza scalpore in Cina, è quello della serie 人民的名义 “Nome del Popolo”, rilasciata online per vie non ufficiali prima che potesse essere distribuita ufficialmente in maniera completa.

La serie, annunciata come “lo show più audace nell’affrontare i temi dell’anti corruzione nel Paese”, può essere scaricata attraverso vari canali, gratuitamente o corrispondendo una somma pari a circa 1 euro e 20 centesimi, ed è stata pubblicata online completamente quando la distribuzione ufficiale aveva rilasciato solo la metà degli episodi.

Per essere guardata legalmente bisogna invece registrarsi a PPTV per un prezzo di circa 2 euro al mese o 15 euro all’anno. A quanto pare si tratta degli episodi campione inviati al governo prima della pubblicazione, ma non si capisce da dove siano stati trasferiti nelle mani dei malfattori che l’hanno pubblicata.

La pirateria online in Cina ha attraversato e sta attraversando uno dei periodi probabilmente tra i più difficili. Fino ad alcuni anni fa era difficile infatti distinguere tra il materiale piratato e il materiale distribuito in maniera “legale” attraverso i canali ufficiali.

La maggior parte delle serie TV e dei film era prima disponibile online sui siti mainstream come Youku, mentre negli ultimi 2 o 3 anni le regolamentazioni in merito si sono fatte più stringenti. Praticamente tutti i servizi gratuiti sono diventati a pagamento e dal punto di vista della correttezza in fatto di proprietà intellettuale si sono fatti grandi passi avanti.

Tuttavia è chiaro che più le regole si fanno severe, più i pirati sono portati a trovare modi alternativi di aggirare le leggi. I pirati cinesi si sono organizzati in veri e propri gruppi, in cui i più anziani insegnano ai novellini come distribuire materiale piratato attraverso baidu, weibo e wechat.

Il governo prenderà le dovute misure, ma sinceramente credo che potranno arginare il problema solo fino a quando non verranno trovati nuovi mezzi per la distribuzione illegale.

La battaglia in occidente contro la pirateria online va avanti da decenni senza risultati particolarmente soddisfacenti. La Cina ha più strumenti a disposizione, avendo la possibilità di invadere in maniera più incisiva la privacy dei propri utenti, ma non credo che saprà (o vorrà) fare meglio.

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About Anto

Lo studio dell’oriente, a partire dal Giappone, ha finito per portarmi a Pechino, dove ho vissuto studiato e lavorato per 4 anni. Tuttora lavoro per una azienda cinese in Italia.

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