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Cultura

Donne con un pelo in più, che in fondo non è così male

Esperienze personali di peli vissuti hanno cambiato gradualmente il modo in cui guardo una donna senza veli.

Mentre donne e uomini in Italia si affannano tra palestre ed estetisti per mostrare il proprio corpo liscio e tonico in spiaggia, dall’altra parte del mondo c’è chi se ne frega altamente.

Prima di tutto perché tanto in spiaggia si copre il più possibile per non rischiare di rovinare il bianco della propria pelle, in secondo luogo perché effettivamente non ha mai pensato alla necessità di depilarsi per piacere a qualcuno.

I peli fanno parte del nostro corpo e vanno accettati, molte donne cinesi questo lo sanno (forse inconsapevolmente) e infatti non hanno nessuna intenzione di spendere ore e soldi a togliersi ogni singolo pelo fuori posto.

Ricordo la mia prima esperienza con una ragazza cinese: lei mi piaceva tantissimo fisicamente e, nonostante fosse completamente pazza (ho un talento naturale nel trovare partner da TSO), avevo perso la testa.

La prima volta che ci baciammo però non riuscii a fare a meno di notare dei baffetti un po’ più pronunciati rispetto ai miei standard da occidentale.

Fu quando finimmo a letto che rischiai davvero di abbandonare il campo di battaglia: ci spogliammo, iniziammo i preliminari e allora i miei occhi, dopo aver scrutato il suo bellissimo corpo dal colore esotico, cadde sui suoi piedi.

Quello che vidi mi lasciò un attimo interdetto: due peli neri, lunghi tra i 2 e i 3 cm, spuntavano dalla pelle del suo alluce.

La mia prima reazione fu probabilmente quella che stai provando tu adesso leggendo questa storia (già ti immagino con la faccia contratta, mentre pronunci qualche verso tipo “eeww”), ma dopo 2 minuti di mancamento dovuto alla “testata contro un muro culturale” che avevo appena dato, decisi di fregarmene e approfittare comunque della situazione cercando di relegare quell’immagine in un angolo remoto del mio cervello.

Vivendo in Cina e frequentando persone che non provengono solo dal ceto più ricco è molto facile imbattersi in ragazze che hanno poco a cuore la quantità di peli sul proprio corpo.

All’università le mie compagne di corso avevano quasi tutte (non sono riuscito a contollarle una ad una, forse avrei dovuto per fini antropologici) le ascelle pelose e dei baffetti che mi ricordavano tanto mia nonna.

Da ragazzo occidentale degli anni ’90, cresciuto con canoni estetici che vedono nel pelo il nemico mortale di ogni donna (e ormai anche uomo) ho avuto una certa difficoltà ad abituarmi a tutto ciò, ma devo dire che col tempo ci si fa il callo e si impara anche ad apprezzare questo tipo di menefreghismo rispetto a degli aspetti certamente secondari della nostra esistenza.

Nelle grandi città cinesi c’è già chi non la pensa più così e ha inevitabilmente iniziato a prendere esempio dalla nostra cultura nell’attenzione che dedica ai peli, ma c’è anche chi si batte perché questo non diventi un’ossessione.

Nel 2015 l’attivista Xiao Meili lanciò una campagna su Weibo per sensibilizzare le donne sull’argomento, chiedendo alle proprie fan di postare su Weibo una foto della propria ascella pelosa, la campagna ebbe così successo da essere ripresa anche da numerose testate internazionali.

Non so se effettivamente la questione abbia a che fare con il femminismo, col maschilismo o qualunque altro -ismo, ma sono sicuro che dopo anni a contatto con donne (alcune bellissime, altre meno) decisamente poco attente ai propri peli, anche la mia attenzione si è man mano concentrata su altre caratteristiche estetiche decisamente più importanti.

Se hai un’esperienza diretta dei peli delle donne cinesi, condividila commentando qui sotto.

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6 Comments

  • Reply paolo 30 giugno 2017 at 11:51

    Scusami Anto, puoi illuminarmi sulla sigla”TSO”? XD

    • Reply Anto 30 giugno 2017 at 14:48

      Ciao Paolo, da Wiki: “Con trattamento sanitario obbligatorio si intendono procedure sanitarie normate e con specifiche tutele, in genere di legge, che possono essere applicate in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffra di una grave patologia psichiatrica non altrimenti gestibile, a tutela della sua salute e sicurezza e/o della salute pubblica[1]. Viene a volte abbreviato con la sigla T.S.O. [2]” 😛

  • Reply Simona Russo Sun Xiaomei ITA 9 agosto 2017 at 12:49

    Mi sono permessa di condividere e commentare il tuo articolo sulla mia pagina facebook (Simona Russo Sun Xiaomei ITA), avendo avuto l’esperienza opposta: donna occidentale depilata con uomini cinesi che rimanevano sempre sconcertati dai troppi pochi peli che trovavano in mezzo alle mie gambe!
    Sugli uomini cinesi e su come sono le relazioni con gli uomini cinesi ho fatto una vera e propria ricerca, uno studio antropologico e interculturale, durato tre anni, durante il quale ho frequentato uomini cinesi di diverse categorie e ambienti sociali. Il primo libro della serie in cui racconto queste esperienze esce in italiano a fine mese!

    • Reply Anto 9 agosto 2017 at 13:03

      Ciao! Grazie innanzitutto per la condivisione, sono contento che tu abbia trovato un parallelismo con le tue storie personali. Ma quindi fammi capire, più che partner erano cavie?? 😛 . Siamo molto curiosi di leggere le tue storie, facci sapere quando escono!

  • Reply Simina Russo Sun Xiaomei ITA 9 agosto 2017 at 16:09

    Vere e proprie relazioni, con lo scopo della ricerca e del comprendere come funzionano davvero le relazioni in Cina. I ragazzi che ho frequentato non sapevano nulla, pensavano semplicemente di avere una ragazza straniera. Invece io sperimentavo, con vie indirette li intervistavo, studiavo le loro reazioni e ragionamenti a situazioni specifiche che io talvolta creavo appositamente, e prendevo appunti su ogni cosa che succedeva. Tutto quanto uscirà in una serie di romanzi-guida sotto il titolo “Me and my Chinese boyfriends”.
    Vi terrò aggiornati, vi farò sapere quando esce il primo libro (fine mese).
    Qualche curiosità, intanto, la trovate sulla pagina facebook “Simona Russo Sun Xiaomei ITA”. Ciao!

    • Reply Anto 9 agosto 2017 at 16:24

      Interessante… devi avere sangue freddo per aver fatto tutto ciò solo a scopo “scientifico”. Aspettiamo tue nuove!

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