nello Henan per la Guoqing

Finalmente sono tornato a Pechino, mi sono fatto una bella doccia sgrassante, profumante, rilassante, bollente, ritemprante, ho fatto due lavatrici e mi sono rilassato un pochino ascoltando della buona musica e ora sono pronto per raccontarvi cos’ho fatto nell’ultima settimana.

7 ore di treno notturno vissute così... un incubo

7 ore di treno notturno vissute così… un incubo

Dovete sapere che il 1° ottobre è la Guoqingjie, ovvero l’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, quindi si fa una settimana di vacanza. Unica altra festa in cui hai una settimana di ferie è la Chunjie, ovvero la Festa di Primavera (di cui ne parlo qui), ovvero il “Capodanno Cinese”, quindi potete immaginare quanta gente si muova durante queste due feste. Io e Lisa siamo stati invitati da Yangyang a passare con lei e la sua famiglia questi giorni di vacanza, così il 30 sera siamo partiti alla volta di Weihui, una piccola cittadina nel nord dello Henan. Ci ero già stato nel 2009 con Veronica per festeggiare un matrimonio e da quel giorno ho sempre saputo di avere una mia famiglia cinese su cui avrei potuto contare in caso di bisogno e che mi avrebbero trattato come un figlio. L’anno scorso non ero riuscito a tornare a trovarli, ma questo volta sì, e siamo stati tutti molto contenti.

Dunque, dicevo che l’avventura inizia il 30 sera, avevamo il treno per Weihui alle 22.38 dalla stazione Ovest di Pechino, così partiamo verso le 21 dal dormitorio e andiamo a prendere la metro a Wudaokou, facciamo un paio di cambi fino ad arrivare a dover cambiare un’ultima volta, quando inizia il primo inconveniente: la linea della metro non esiste. Ma…ma…ma…. io ce l’ho segnata chiaramente sulla cartina elettronica sul cellulare…chiedo ad un’addetta e mi dice che la stanno ancora costruendo. Come fare quindi ad arrivare alla stazione? In taxi. Iniziamo a fermarne qualcuno e nessuno ci prende su, chi perché è girato nel senso di marcia sbagliato, chi ha appena finito il turno, chi non ha sbatta di andare fino alla stazione, fino a che becchiamo un simpatico pechinese (ma che non era un cane) che ci porta tranquillamente e con cui si chiacchiera anche volentieri. Paghiamo, scendiamo ed entriamo in stazione dove aspettiamo Yangyang. Iniziano a far salire sul treno ma lei deve andare in bagno, così facciamo tutti un salto al cesuo (non ho scritto male, è come si scrive toilette in cinese: 厕所 ce suo, troppo facile) e quando ci avviamo alla nostra carrozza inizia a intravedersi un altro problema: non ci fanno salire. Ma come? Abbiamo i biglietti prenotati da undici giorni! Ebbene no, non c’è posto, la gente in piedi è troppa, nella carrozza 4 non si sale, alla 3 non si sale, alla 2 non si sale. Piano piano però riescono a salire quasi tutti, tranne noi tre e un’altra manciata di cinesi. Fino a che non si sente il treno che fa un fischio e i controllori chiudono tutte le porte. Liu Yang stava per piangere. Va con fare incazzato dal capocarrozza e gli sventola sotto il naso il biglietto prenotato, dicendo: “com’è possibile? E io come faccio?” e lui le risponde: “fai che non sali e ti fai rimborsare il biglietto”. Per me e Lisa non era così importante andare, ma per Yangyang sì dato che erano mesi che non vedeva i suoi. Proprio in quel momento vediamo un tipo mezzo fuori dalla carrozza 1 che ci fa segno che c’è posto, così parte una pazza pazza corsa per salire, e alle 22.37 siamo sul treno, dopo neanche un minuto, con la puntualità che spacca il secondo, il treno parte e noi ci lasciamo andare in un sospiro di sollievo per essere su, ma anche ad un moto di scoramento per la prospettiva di passare la notte in piedi, pigiati in mezzo a un’infinità di cinesi e di valigie enormi. Ma la nostra amica non si da per vinta e mi dice: “Yang Li, vai davanti, fai largo e noi ti seguiamo fino ai nostri posti”. Più facile a dirlo che a farlo. Anche perché non solo avevo il mio zaino, ma un’amica di Yangyang mi aveva anche affibbiato la sua valigia. In un moto di intelligenza aspetto che arrivi il controllore e che debba tornare dall’altra lato della carrozza. Appena arriva infatti mi ci piazzo dietro e la seguo fino a quasi la carrozza 2 fra piedi pestati, ginocchiate date dappertutto, la valigia in testa e lo zaino sulla schiena e chiacchiere da 3 secondi con la gente seduta che mi augurava buona fortuna. A un metro dalla fine della carrozza non riusciamo più a passare, così un ragazzo particolarmente gentile di assottiglia ai limiti dell’umana possibilità e in un moto di amore lo abbraccio e urlo: “我很喜欢你!”, ovvero “tu mi piaci troppo!” scatenando una risata generale e causando quasi la morte della sua morosa per soffocamento da risa. Abbiamo anche recuperato l’amica di YY (Yangyang) e ora siamo in quattro, ma la valigia l’abbiamo lasciata nella prima carrozza. Così riusciamo a farci anche la carrozza due, dopo che ho deciso di mandare la cinesissima Yangyang davanti a farsi largo e arriviamo alla carrozza tre, facciamo subito alzare il cinese seduto al posto di Lisa e proseguiamo verso il mio posto, lì saluto le due cinesi che avevano i posti nella carrozza 4 e provo a dormire un pochino. Ovviamente il risultato del pisolo è abbastanza scarso e dopo un po’ mi unisco ai 4 cinesi che stanno dando consigli al mio vicino di posto su come risolvere dei rompicapi sull’iPad, quelli del genere: “sposta un fiammifero per rendere vera l’equazione”, avete presente? Ecco, finiamo che siamo quasi arrivati a destinazione e YY mi manda un messaggio per avvisarmi che è con Lisa. Così prendo le mie cose e arrivo da loro, per scoprire che mi aveva scritto: siamo quasi arrivati, manca mezz’ora, fai con calma, solo che io ero mezzo addormentato e avevo letto solo “siamo quasi arrivati”. Così dicendo su a YY e poi a me stesso scateno altre risa dei cinesi lì presenti, senza contare quando inizio a scendere dal treno e lei mi ferma dicendo: “Ma dove vai??? Non è questa, è quella dopo ancora!” E vabbè, ma allora dillo che mi vuoi male! 🙂

Pausa mela dopo aver spannocchiato più mais di quanto ne mangerai mai in una vita intera

Pausa mela dopo aver spannocchiato più mais di quanto ne mangerai mai in una vita intera

Arriviamo circa alle 6 in stazione, facciamo una bella colazione alla cinese e poi andiamo a casa, dove ci aspetta un’altra colazione fatta dalla mamma e Lisa inizia a capire quando le dicevo: “nello Henan saremo continuamente a mangiare, preparati”. Poi ci buttiamo a letto e ci facciamo un pisolo. Il pomeriggio andiamo ad aiutare i genitori a raccogliere le pannocchie nel campo e in allegato potete vedere una foto di Lisa che si riposa un attimo. Ovviamente ci sono anche i giri dai parenti e dagli amici, dallo Yeye (il nonno paterno) e dai vari Shushu (i fratelli minori del padre), senza contare le ore passate a spupazzarci il nipotino di Yangyang di un anno e 3 mesi.

Il secondo giorno passa più o meno come fotocopia del primo, si mangia sempre un sacco, si sta col bimbo, si va a dare una mano nei campi e la sera si chiacchiera, si guarda la TV, si vanno a trovare i parenti.

Il 3 ottobre andiamo in bus in un’altra città: Kaifeng. Siamo qui perché è una città turistica (dove ero già stato con Evelina nel 2009) e perché c’è un amico che il giorno dopo compie gli anni e cogliamo l’occasione per stare insieme. Andiamo in giro per un sacco di tempo a piedi perché non troviamo il ristorante dove YY ha prenotato e quando ci arriviamo ci riempiono di cibo buonissimo ma assolutamente esageratamente troppo. Poi andiamo in giro un sacco di tempo per trovare un hotel che non sia troppo caro e quando lo troviamo siamo così lontani dal centro che non conviene tornare indietro ma restare lì a passare la serata. Andiamo a cena in un baracchino per strada per mangiare baozi (panini ripieni cotti al vapore), spiedini di pecora e polpette di vitello saltate in padella con peperoni e zenzero. Quindi ci facciamo una partita a biliardo, e vengo anche sfidato da un ragazzo che passava da lì, dimostrando a tutti quanto un laowai (straniero) può mettervelo nelle buche anche se il biliardo è quasi il passatempo nazionale cinese. Poi andiamo a giocare a carte in albergo e finalmente si dorme.

La mattina del 4 ottobre arriva YY alle 7 a far casino e io la odio come poche volte nella vita. Poi mi ricordo che è il compleanno del mio compagno di stanza e gli canto “祝你生日快乐”(tanti auguri a te) dal letto, anche se sto pensando più al mio caro Galletto che non a lui. (Auguri bello, anche se con qualche giorno di ritardo!) Poi vanno a comprare del cibo e facciamo colazione con focaccia all’erba cipollina e chaoshuibao, ovvero baozi fritti ripieni di spaghetti di patate…gnammete! Girovaghiamo un po’, compriamo una torta per l’amicone e giochiamo ancora un po’ a biliardo, troviamo un posto dove mangiare e ingolfarci di cibo, senza contare che c’è pure la torta a 2000kcal a morso. YY a quel pasto ha mangiato di tutto e di più, ha quasi finito da sola una bacinella di zuppa di pesce piccante e poi si lamenta sempre che è grassa… infatti arrivati alla torta ha scartato due misere scaglie di cioccolato perché: “fanno ingrassare” e le ha date a noi. Poi siamo andati a prendere il bus per andare a 平顶山 Pingdingshan, a casa del miglior amico di YY, il famoso Zhou Peng. Arriviamo e ci fiondiamo subito a comprare dei superalcolici per il padre, perché eravamo a mani vuote e perché Zhou Peng ci ha avvisato che il padre è un intenditore di alcolici, e lo vedremo bene a cena… Il padre a dirla tutta è anche un gran cuoco e una persona calorosissima e simpaticissima e ci intrattiene con tante chiacchiere, tanto cibo e tanta baijiu (la grappa cinese), senza contare che a inizio cena arriva anche suo fratello minore, che è praticamente come lui, e quindi si fa festa col papà e lo Shushu, fino a che un amico di entrambi non entra in casa dopo esser stato a Shanghai per una sfilata di moda della figlia…. e al che vien naturale domandare: e dov’è la vostra cara figliola che fa la modella a Shanghai? Ma invitiamola qui! Ma ci rispondono che la cara ragazza è ancora là e a me piange un pochino il cuore…però ci invitano al KTV, ovvero al karaoke, e ci stiamo fino all’1 e mezza di mattina a divertirci. Finalmente ci portano in un albergo per dormire e ci dicono che hanno anche le terme…io e Lisa siamo molto tentati, però appena entrati in stanza ci addormentiamo subito dopo esserci lavati i denti.

Sul tetto a sbadilare e rivoltare pannocchie

Sul tetto a sbadilare e rivoltare pannocchie

La mattina dopo la sveglia è alle 7 e non so come facciamo ad alzarci, ci prepariamo e ce ne andiamo a fare un giro turistico per l’antico tribunale del posto, con anche esplicate le torture più praticate all’epoca, che non erano molto carine, poi una camminata in riva al lago e si torna a casa, dove papà e Shushu hanno preparato tanto altro cibo buonissimo e ci ingolfiamo di nuovo di prelibatezze casalinghe tra cui le costolette di maiale più buone che abbia mai mangiato. Finalmente ci rilassiamo un po’ giocando a majiang e poi partiamo alla volta di Zhengzhou, dove ceniamo con un bicchiere di coca-cola da tanto siamo ancora pieni e prendiamo il treno per tornare a Weihui, dove arriviamo a mezzanotte circa. A casa poi restiamo a chiacchierare fino alle 2 di mattina prima di andare a letto.

il meritato riposo dello sbadilatore di pannocchie

il meritato riposo dello sbadilatore di pannocchie

La mattina dopo Lisa viene svegliata alle 6.30 da YY, mentre io me la dormo fino alle 11.00 e mi metto ad aiutare YY e sorella a strappare le arachidi dalle pianticelle e metterle nel cesto apposito, poi si pranza e aiutiamo a spianare le pannocchie di mais messe sul tetto ad asciugare. Quando ho finito mi ci sdraio in mezzo a godermi il sole, istantaneamente imitato dalle altre due e YY si addormenta istantaneamente. La sera la nostra ultima cena e la nostra ultima chiacchierata con papà e mamma, si gioca a majiang e si da retta al pupo, fino a che alle 10 non ce ne andiamo a prendere il bus. Sul bus un altro problemino, ovvero che i nostri posti sono occupati da altre persone che avevano perso i loro posti sull’autobus prima perché c’era troppa gente e quindi siamo costretti a prendere i sedili che troviamo. Io, da vero gentleman, prendo quello più scomodo e passo quasi tutta la notte a fare sonnellini da 5 minuti l’uno intervallati da risvegli causati dai dolori al collo o al culo per cercare un’altra posizione. Così alle 6 arriviamo alla stazione di Pechino e io sono già felice di poter correre in dormitorio a lavarmi e a dormire, quando invece c’è un problema di qualche sorta con i parcheggi e c’è una fila interminabile di bus, che si risolve solo dopo un’ora. Così che smontiamo alle 7 di mattina e arriviamo in dormitorio solo alle 8.30 e dopo la doccia, le lavatrici ed essermi rilassato un attimo mi son messo a scrivervi.

Quindi miei cari vi saluto, vi auguro tante buone cose e ci sentiamo alla mia prossima avventura.

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