Follie di Primavera

Shejiu - Grappa ai sette serpenti

Shejiu – Grappa ai sette serpenti

Ciao a tutti miei cari,

siamo di nuovo qui riuniti per celebrare le notizie del vostro fratello sperduto per il mondo, che a questo giro ha veramente mooooolte cose da raccontare, e per non perder tempo inizierò subito ad elencarle, ma prima bisogna avvisarvi che se solitamente sono prolisso, a questo giro non vedrete la fine del tunnel molto presto…

è stato un mese intenso e pieno di avvenimenti, che spaziano da un torneo di Magic (per chi non sa cosa siano…fatti loro!), un giro al Lama Temple, due cene con il futuro suocero (che mi odia ancora ma un po’ meno), un incontro col Morel (un compagno di università), ma sopratutto e sopra a tutti: la Chunjie (o festa di primavera, o capodanno cinese)!!!!

Beh, andiamo con ordine.

1)      Torneo di Magic

Beh, qui direi che vado abbastanza veloce, ma devo fare una piccola regressione. Torniamo a quando avevo 8 anni, era il 1997 e d’estate andavo al campo estivo nella ridente Aldo Moro di Cernusco sul Naviglio. I miei amici Mapo, Pigola e Diego Aliprandi (oddio, lui proprio amico amico non era… però si giocava insieme, suvvia) avevano intrapreso un viaggio che sarebbe durato anni e costato centianaia di migliaia di dollari Ghanesi nel mondo delle carte collezionabili: Magic – l’Adunanza.

E come potevo io essere da meno? Così un giorno andai al Pinko Pallino con la mamma (OOOOOOOOOH, il Pinko Pallino!!! Quanto tempo è passato!!!) e mi son comprato un mazzo base di bellissime “Era Glaciale”. Dopo un amore di circa 6 anni, nel 2002 decisi di smettere.

Ma il natale scorso, il mio caro amico Daniel è venuto a cena con la sua ragazza, Lucia, a casa nostra e mi ha regalato un mazzo della 13° edizione, dato che lui le ha appena scoperte e non essendo passato in questo tunnel da bambino, ora sta spendendo un sacco di soldi per comprarsi le carte, e ha trascinato me di nuovo nel giro.

Così quando ho visto che il 28 gennaio c’era il pre-release di “Gatecrash”, ho trascinato un altro amico: Jason, con me e ci siamo fatti un torneo con le carte in cinese. Ci hanno massacrato, ma è stato divertente. A parte questo, ora che anche Jason è di nuovo nel tunnel (la sua storia è uguale alla mia), ci incontriamo spesso a casa mia con Daniel, Lucia e Tash (un’amica australiana) a fare delle megapartite che durano le nottate. La prossima? Domani sera appena torno a Pechino.

2)      Giro al Lama Temple – Yonghe Gong

Beh, il Lama Temple è il principale tempio buddhista di Pechino, e dato che Huanzi è buddhista ci son dovuto andare.

Ma me la sarei cavata troppo facilmente dicendovi solo così, vero? E infatti passiamo ad un’altra digressione.

Quando quasi un anno fa ero neo-laureato e disoccupato, Huanzi era venuta in Cina per 3 settimane circa, e dato che aveva saputo del mio colloquio con la JAS e del mio desiderio di avere quel posto, perché era quello che fra tutti mi piaceva di più, è andata al tempio e ha pregato tutti i buddha del circondario affinché mi dessero una mano a ottenere il lavoro. Per rendere più effettiva la sua richiesta ha anche promesso di tenere una dieta vegana per 3 mesi una volta che avessi iniziato a lavorare. E così è stato.

Ma non è finita qui: infatti una volta in Cina io, diretto interessato, sarei dovuto andare di persona a 拜拜(baibai), che come è così chiaramente dimostrato dall’ideogramma, significa: congiungere le mani in preghiera. Quindi armato di incensi e buona volontà sono entrato nel tempio e ho pregato tutti i buddha che ho incontrato (ed erano tanti).

Ma sembra troppo facile, quindi aggiungiamo sul piatto che appena prima di entrare, Huanzi mi fa: io non posso venire, perché i fidanzati non possono visitare insieme questo posto, dato che c’è un Qi (energia) troppo potente e che fa rompere le coppie. Solo una volta che saremo sposati, e quindi il nostro Qi sarà legato da un legame più forte e profondo, potremo entrare insieme. Quindi tu ora va e ringrazia ogni buddha tre volte, accendi tre incensi per ogni buddha principale, mettine 3 spenti per ogni buddha secondario, fai la giravolta, falla un’altra volta per ogni monaco che incontri, balla la danza della pioggia per ogni albero e toccati le palle ad ogni gatto nero.

Con queste istruzioni complicatissime e senza la più pallida idea di come distinguere i buddha principali da quelli secondari, a quali fare gli inchini e a quali fare il kowtow (ovvero inginocchiarsi e poi inchinarsi fino a toccare la terra con la fronte, sempre per tre volte mi raccomando), sono entrato e ho fatto quello che ho potuto, ringraziato, pregato, acceso e toccato quello che credevo fosse da fare, e poi sono uscito tutto contento con gli incensi avanzati sotto braccio.

Ovviamente quando poi ho visto Huanzi e le ho detto: mi sono avanzati questi incensi, lei ha sgranato gli occhi e ha detto: non ne doveva avanzare neanche uno! Ma cosa hai fatto??

E io: 3 per ognuno!!! Hai detto 3 per ognuno e ne ho messi tre per ognuno!!

Lei: eh sì, ma là ne dovevi bruciare TOT, là TOT altri, e al buddha principale tutti quelli avanzati.

Io: … no vabbè, grazie per essere stata concisa e chiara la prima volta, e per aver aggiunto altre postille una volta che ho già finito. Cmq ora è chiuso e questi li bruciamo a casa.

Manco l’avessi detto due volte: a casa ha allestito un templietto e ora ogni giorno ci bruciamo gli incensi che io non ho bruciato allo Yonghe Gong.

3)      Cene col suocero

Per chi non si ricorda del mio bellssimo rapporto col mio futuro suocero, vi rinfresco la memoria: quando mi sono presentato a Bangkok non mi ha parlato per quasi 3 giorni e quando eravamo a cena insieme, dato che è maleducazione bere da soli nella cultura cinese, ogni volta che voleva fare un sorso faceva “cincin” ma senza neanche voltare la testa per guardarmi.

Tutto questo a causa del fatto che gli sto portando via la sua bambina, il suo tesoro. Se poi ci aggiungiamo che non sono cinese, e poi rincariamo la dose col fatto che ha paura che mi porterò Huanzi in Italia e non la vedranno mai più, avete un quadro più o meno completo del sentimento che ha verso i miei confronti, mentre la mamma è un po’ più rilassata, anche se la paura di vedersi la figlia rapita e portata via fino all’Italia ce l’ha anche lei. Che poi voglio dire: non è che siamo nel 1800, se siamo in Italia e ti manca la figlia prendi il tuo aereoplanino senza troppi problemi e vieni a fare un giro. E poi io aggiungerei anche: è dalle scuole medie che Huanzi vive fuori casa e distante dai suoi genitori, proprio a me dovete scassare le palle?? E quando l’avete messa in collegio perché vi faceva comodo non vi mancava?

Cmq, a parte questa parentesi familiare, il padre è passato da Pechino per lavoro e abbiamo colto l’occasione per fare due cene insieme. Devo dire che è molto migliorato, abbiamo chiacchierato, riso e scherzato, abbiamo bevuto un po’ di baijiu (grappa cinese) insieme e tutto è andato per il verso giusto. La prima sera.

La seconda cena è andata anche più liscia della prima, eravamo con dei suoi ex-colleghi e amici, quindi ci son stati giri di huangjiu (altra grappa cinese) fatta in casa a più non posso, chiachierre e risate con tutti, e quindi lui era contento che i suoi amici fossero contenti di me. Ma a 5 minuti da quando mi sarei dovuto allontanare, perché avevo un altro impegno, è scattato il pa-ta-trac.

Lo Shushu (significa fratello minore del padre, zio, e si usa per indicare e rivolgersi ad una persona più vecchia di una generazione in maniera rispettosa ed educata), oramai già bello pienotto di grappa, ha iniziato a farmi un discorso su come lui non riesca a dormire da quando sa che io e Huanzi siamo fidanzati, che non sa ancora se sono uno huairen (ovvero una persona cattiva, un poco di buono) o no, quindi finché non lo saprà non riuscirà a dormire e avrà sempre paura che tratti male Huanzi etc etc etc. In tutto questo era presente anche un altro Shushu, che avevo già conoshushuto in precedenza, e che gli diceva di smetterla, di non dire queste cose e alla fine si è rifiutato di pengbei (ovvero brindare), mentre io ho pengato e ho bevuto, dicendogli che spero scopra presto che non sono uno huairen.

E quindi mi son preso un taxi e me ne sono andato a Tuanjiehu per un incontro segreto.

4)      Incontro col Morel

Io e Morel con una meritatissima Guiness

Io e Morel con una meritatissima Guiness

Finita la cena con il suocero e i suoi amici sono dovuto sparire per andarmi ad incontrare col Moro, un mio compagno di università che era a Qingdao a lavorare (clikka qui per le mie avventue a Qingdao) e che per tornare in Italia prendeva l’aereo a Pechino, quindi abiamo colto l’occasione per farci una birra insieme. Problema, io ero già con qualche giro di grappa all’attivo, dopo uno spritz ci siamo spostati per una guinness, e io sono tornato a casa bello storno. Il giorno dopo ero al lavoro con un bel mal di testa, ma con una bella serata alle spalle, fatta di racconti e risa e tanti brindisi.

Grazie Morel.

5)      La cena di fine anno

Ogni anno, prima della Chunjie, i nostri uffici organizzano i vari annual dinner, occasioni in cui gli abbottonatissimi cinesi non solo si sbottonano, ma si sbracano violentemente, e io non potevo essere da meno. Anzi, per non essere da meno, ho fatto il di più.

Tutto è iniziato una settimana prima della data fissata per la cena, quando il mio manager mi ha chiesto se volessi fare il presentatore della serata, ed essendo io un buffone di natura non potevo tirarmi indientro ed ho accettato. Solo dopo ho scoperto che c’era tutto un programma da impararsi a memoria, per giunta in cinese, quindi poi mi son ritrovato a dover studiarmi la parte con la presentatrice (ci deve per forza essere un maschio e una femmina), e decidere quali giochi far fare ai colleghi.

Arrivato il giorno della festa, siamo andati al ristorante e abbiamo iniziato a preparare le cose per la serata e pian piano sono arrivati tutti e dopo una presentazione tremendissima in cinese abbiamo iniziato a mangiare e giocare.

Tutto liscio fino a che non s’è iniziato a bere la baijiu, che con i suoi 50° e il sapore da diserbante non manca mai ad una cena che si rispetti! Così, sapendo che era arrivato il momento giusto per fare amicizia con i colleghi, che dopo un mese e mezzo non mi rivolgevano ancora la parola (tranne due o tre), è partita una gara all’ultimo sangue fra brindisi più disparati e bicchieri mai pieni e mai vuoti, che sono risultati con Jacopo che se la dormiva sul tavolo del ristorante e che si svegliava il giorno dopo completamente nudo nel letto di casa propria.

Il primo pensiero è stato: “sono a casa e questo è un bene”

Il secondo: “sì, ma come caspita ci sono arrivato???”

E in quel momento un flashback tremendissimo di me che smonto dalla macchina del manager di filiale, che mi porta praticamente a spalla su per 5 piani di scale, fin davanti a casa mia, e una volta che apro la porta mi giro verso di lui e tirandogli gran pacche sulle spalle gli dico: “xinku le ni” (che si pronuncia “s’incula ni” e dove “ni” vuol dire “tu”, ma a parte quello che state pensando, sappiate che vuol dire più o meno: “scusa per il disturbo”).

In quel momento di presa di conoscenza di ciò che ho fatto la sera prima mi sento un verme e mi preparo ad essere licenziato il lunedì dopo. Cosa che invece, per fortuna, non è successa e anzi, una volta tornato in ufficio s’è avverato quello che avevo pronosticato: tutti i colleghi hanno iniziato a parlarmi, e il manager di filiale invece mi ha sorpreso venendomi a chiedere alcune cose di lavoro e quando mi son scusato con lui per quello che era successo il venerdì prima si è fatto una grassa risata e battendomi gran pacche sulle spalle mi ha detto “non ci son problemi, all’annual dinner è così che si fa. Well done!” (che alle mie orecchie è suonato come: “s’incula ammì??? S’incula attì!!!”)

6)      Il viaggio della speranza:

la mattina in cui mi son risvegliato nudo a casa, era anche il giorno in cui aprivano le prenotazioni per il treno che io e Huanzi avremmo voluto prendere per andare a Nanning, dove trascorrere la Chunjie assieme ai suoi amici di gioventù, essendo lei cresciuta in quella città.

Quindi alzandomi dal letto tutto stordito dalla sera prima, ho aperto la porta dell’anti-camera e ho visto che arrivato a casa ero probabilmente esploso e gettato vestiti in posti impensabili (tra l’altro ho trovato una calza in bagno e una in cucina, la cravatta ficcata nella tasca del giubbotto e le mutande sopra il calorifero alto 2 metri. Come diavolo…?). Mi son diretto in salotto, dove Huanzi era tutta assonnata ma molto contenta, che era riuscita a prenotare i biglietti che erano finiti in 4 secondi netti (i cinesi non si spostano, loro migrano in massa, ed è un evento che accade due volte l’anno in corrispondenza con la stagione degli amori del caribù e del muflone muschiato, ovvero per la festa di primavera e la festa della repubblica).

Quindi giovedì 7 febbraio siamo partiti dalla stazione Ovest di Pechino per un viaggio di “solo” 28 ore, ma per cui fortunatamente avevamo le cuccette! Invece non eravamo riusciti a prenotare il viaggio di ritorno, perché in quei 4 secondi di tempo che intercorrono fra l’apertura delle vendite e il tutto-esaurito, stavo telefonando a Huanzi raccontandole che avevo appena finito il torneo di Magic, e quindi siamo restati letteralmente FOTTUTI. Dopo avermi chiesto se volevo farmi 28 ore seduto e averle risposto con un : “quando i cinesi smetteranno di bere baijiu”, ha telefonato ad una sua amica che tornava anche lei a Nanning, e hanno preso accordi per comprare i biglietti per il treno del giorno dopo ancora e di prenotarne uno anche per me. Così adesso sono in viaggio con Deng Zhimei, mentre Huanzi resta a Nanning ancora un giorno e poi se ne va in Thailandia per fare le prime foto per il nuovo studio fotografico che ha aperto con due sue amiche e che si specializzerà in “viaggi di matrimonio”, mentre io sarò a Pechino tutto solo per 3 settimane… e sto già organizzando tornei di magic e feste nudiste a casa mia (possibilmente non in contemporanea)

Ma fra il treno di andata e il treno di ritorno ci son stati ben 4 giorni in quella ridente cittadina di Nanning, che è stata eletta dalle Nazioni Unite come la “città più vivibile in Cina”, e dove io ho vissuto così bene che ho passato 4 giorni sul cesso con la caghetta. Ma nonostante questo sto pensando di comperare casa da quelle parti.

A propostio: nessuno ha 50-60 mila € da prestarmi e che gli restituirò in una decina d’anni a interessi 0 ma con tanta, tanta gratitudine e ammore?? Accorrete numerosi!!!

Ma ovviamente 4 giorni sul cesso non potevano impedirmi di assaporare appieno la Chunjie, e quindi abbiamo cenato ogni sera a casa di una persona diversa, e ci siamo annaffiati di baijiu e riempiti di leccornie come se non ci fosse un domani. Il tutto con il sottofondo musicale fornito da fuochi d’artificio e miccette che esplodevano senza sosta ad ogni ora del giorno e della notte. Tanto per darvi un’idea della quantità di petardi usati per la Chunjie, la città di Nanning, che non soffre dell’inquinamento, il giorno dopo il capodanno aveva una cortina di smog che era pari a quella di Pechino, senza però che ci fosse una sola macchina per strada o una fabbrica aperta.

La seconda sera siamo andati a cena a casa di Deng Zhimei, e lì son stato messo a fianco dello Jiujiu (il fratello minore della madre), che è una sagoma mica da poco, e ha passato la sera a riempirmi il bicchiere di baijiu e a fare brindisi, perché mi sa che mi vedeva un po’ disidratato. Prima di salutarci però mi ha invitato ad andare a cena a casa sua il giorno dopo a provare la Shejiu fatta in casa, Shejiu di cui avete una foto in allegato, e che porta bene in questo “anno del serpente” (She nian).

E dopo una cena dallo Jiujiu, mi ha invitato anche a casa di un suo amico per il giorno dopo, dove saremmo morti di cibo e alcool. Ma la sera dopo ero messo troppo male a causa della caghetta, per poter far qualsiasi cosa, così sono andato dal suo amico dove c’era veramente una festa grande, ma non ho mangiato praticamente nulla e bevuto ancora meno, per grande dispiacere di Jiujiu e amici. Così per rimediare ho promesso loro che per la Qingmingjie, quando sarò a Nanning con mamma e papà, porterò i genitori a cena da loro e ci rifaremo di tutto quello che non ho potuto fare quella sera. Quindi genitors, preparatevi all’ospitalità cinese! Anche se gli ho già detto che non mangiate carne, non bevete alcolici e non fumante. Quindi siete in parte salvi e siete già il peggior ospite che un cinese possa desiderare.

La sera, Huanzi ha deciso di portarmi in pronto soccorso perché voleva che prendessi qualche medicina per lo squaraus, ma dopo esser tornato a casa e averne preso una ho scoperto che mi faceva una leggera allergia, quindi niente da fare. Però in compenso il fatto di non aver mangiato e bevuto niente per una sera mi ha subito rimesso in sesto, anche se non mi sono ripreso proprio completamente e dopo essere tornati in ospedale, il doctor mi ha consigliato di non prender niente e di riposare per tre giorni dato che sembro già sulla via della guarigione. Quindi per mia grande gioia non andrò a lavorare sabato e domenica, cosa che invece avrei dovuto fare perché qui in Cina, ogni volta che ti danno una festa, poi te la fanno recuperare lavorando nel fine settimana! Non per niente Huanzi mi diceva sempre “per forza che l’economia italiana va male, state chiusi tutti i fine settimana!!”

Oooooooh, e questa lunghissima epistola è finita. Sono spossato e immagino lo siate anche voi tutti, però almeno ho passato 2 o 3 ore di treno a fare qualcosa di interessante e divertente, ho dormito per 2 ore, mangiato per 1 e chiacchierato per 2, per un totale di circa 7 ore e mezza, così che mi mancano “solo” 22 ore circa all’arrivo. Mi sa che inizio a preparare i bagagli, prima di non fare in tempo a scendere…

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