I botti del capodanno cinese

Come tutti sanno, i fuochi d’artificio sono stati inventati in Cina attorno al VII-VIII secolo, ed i cinesi li utilizzano in maniera massicia durante tutte le feste, dai funerali ai matrimoni, alla nascita di un nuovo membro della famiglia. Ma il momento in cui si raggiunge la massima espressione della passione per le miccette sono i festeggiamenti del capodanno cinese.

Mentre ero in Thailandia, ho letto una notizia riportata su Shanghaiist e che può darvi un’idea di quanti fuochi artificiali vengano fatti esplodere durante questa festa: 41 tonnellate di rimasugli di miccette sono state raccolte a Pechino, 800 tonnellate nell’intera Cina!

La notizia pare però positiva, perché sembra che l’anno scorso le tonnellate di rimasugli fossero circa 100 in più.

In WeChat è girato fin da dicembre scorso l’invito a non far esplodere fuochi artificiali in occasione del capodanno, o comunque a ridurne l’utilizzo, in modo da limitare l’inquinamento atmosferico in quei giorni. Ci sono stati addirittura delle aziende che hanno prodotto fuochi artificiali “ecologici”, ma non sono stati un grande successo. Così come i fuochi artificiali elettronici.

Personalente ritengo che non sia così importante concentrarsi sull’inquinamento di una settimana all’anno, ma risolvere quello dei restanti 358 giorni.

Qui sotto la foto dell’inquinamento a Pechino il giorno del capodanno. Sulla sinistra trovate il grafico su base di 24h e potete vedere come in corrispondenza delle 24.00 ci sia il picco. Sulla destra vedete i dati su base di 30 gg, giusto per farvi capire come si respira da queste parti.

Inquinamento a Pechino in occasione del capodanno

Inquinamento a Pechino in occasione del capodanno

Buon anno del cavallo a tutti!

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