Il clima a Pechino

È un sacco di tempo che vorrei scrivere un articolo sul clima pechinese ed è finalmente arrivato il momento di farlo a seguito di questo articolo apparso su saporedicina.

Il clima è sempre un argomento facile da trattare in tutto il mondo, non richiede impegno particolare, è un argomento privo di connotazioni politiche, i commenti personali su quanto sia bello o faccia schifo non offendono nessuno ed è utile per riempire i vuoti nelle conversazioni.

È sempre molto facile lamentarsi del clima, ma a Pechino fa veramente schifo, tant’è che mi chiedo ogni giorno chi sia stato quel malato di mente che ha deciso di fondare una città proprio qui.

Quando studiavamo cinese all’università c’era in ogni libro di testo un capitolo dedicato al clima della capitale e le prime righe recitavano SEMPRE così: “Pechino ha quattro stagioni, l’inverno e l’estate sono molto lunghi mentre primavera ed autunno sono molto corti”

Inverno

Gente che pesca sul Liangmahe

Gente che pesca sul Liangmahe

Dura da novembre a marzo, è secco come il deserto del Gobi, le giornate sono caratterizzate da un vento continuo che nonostante soffi a 2000 km/h non riesce a spazzare via la cappa di inquinamento causata dai riscaldamenti a carbone. La temperatura minima che ho visto è stata -22°C a gennaio 2013. La nota positiva dell’inverno è che ghiaccia il Liangmahe (il canale di fianco all’ufficio) e ci puoi camminare sopra, i vecchietti patiti di pesca fanno dei buchi in mezzo al canale e ci calano dentro la lenza, ma soprattutto, se ghiaccia anche il lago di Houhai, si possono noleggiare i pattini e andare a farci un giro sopra! Se sei fortunato riesci pure a vedere qualche fiocco di neve che resiste al passaggio fra l’inquinamento e depositarsi sulla strada ammantadola di bianco. Un bianco che dura dalle 12 a mezzogiorno, perché i PM 2.5 richiedono subito il loro scotto e lo trasformano in breve in una poltiglia grigiastra.

Primavera

Mariott in una giornata primaverile inquinata

Mariott in una giornata primaverile inquinata

La primavera più corta che abbia mai visto è stata nel 2009, il mio primo anno a Pechino, sono passato dal giubbotto invernale alla manica corta in 2 settimane spaccate, tant’è che mi ero fatto una nota personale: “non sprecare mai più lo spazio in valigia con una giacchetta primaverile”, e sì che ci avevano avvisato con “primavera e autunno sono molto corti”!! In ogni caso, quello fu un anno un po’ speciale, ma anche quando la primavera dura uno o due mesi, è carratterizzata da giornate ventose all’inverosimile che non solo non spazzano via l’inquinamento, ma addirittura aumentano il livello dei pm 2.5 portando il pulviscolo dei deserti mongoli fino in città con quelle che vengono definite delle “tempeste di sabbia”. Non immaginatevi una tempesta di sabbia in stile “il Re Scorpione”, però il vento c’è e la sabbia pure, anche se non la distingui dall’inquinamento solito passi tutta la primavera con la mascherina e possibilmente degli occhiali.

Estate

La strada allagata appena dopo un temporale estivo

La strada allagata appena dopo un temporale estivo

L’estate è calda, calda, calda, inoltre è l’unico periodo dell’anno in cui pian piano il vento cessa di soffiare e ti abbandona proprio nell’unico momento dell’anno in cui gradiresti una brezzolina costante. Infine nonostante la costante seccezza Pechinese che è una costante in tutto l’anno, un po’ come il vento, anche questa ti abbandona e tutta la pioggia che non è caduta in 11 mesi si riversa fra giugno e luglio. Nell’estate 2012 morirono un sacco di persone a causa degli allagamenti in diverse parti della città. Del resto i tombini di drenaggio sono in quantità insufficiente a gestire le precipitazioni di quel mese, mentre sono già troppi per la restante parte dell’anno, inoltre vengono spesso usati come scolo per tutti i rimasugli di cibo/zuppe dei vari ristoranti e banchetti in giro per la città, facendoli intasare costantemente. Ultima nota dolente, un sacco di persone che vivono al primo piano coprono i tombini con degli zerbini per non sentire l’odore proveniente da lì sotto, o per non incastrarsi con le ruote della bici, aggravando ulteriormente il carico dei pochi tombini funzionanti.

Autunno

Foto by Stefano Tiozzo Travel Photographer – www.stefanotiozzo.com

Ah, l’autunno pechinese è l’unico momento dell’anno in cui non ti puoi davvero lamentare, a settembre non fa troppo caldo e non fa troppo freddo, il secco sta iniziando a farsi largo ma i rimasugli dell’umidità estiva si fa ancora sentire, il vento riprende forza ma non è ancora la lama di coltello invernale e il cielo si mantiene azzurro e relativamente poco inquinato per un po’ più di tempo. Settembre è anche il mese perfetto per andare sulle “Colline Profumate” per vedere i colori autunnali tingere il panorama, se non fosse che tutta pechino si riversa lì a settembre e non hai neanche lo spazio per camminare senza inciampare in qualcuno.

Del resto, il secondo problema più grande dopo l’inquinamento, è la quantità di gente. Mentre per quanto riguarda il clima a Pechino… ci fai l’abitudine.

6 thoughts on “Il clima a Pechino”

  1. Riccardo Tabilio ha detto:

    Che Bologna non sia un quartiere di Pechino? Iper-inquinamento a parte…

    1. Jappo ha detto:

      Senza iper-inquinamento ti diverti solo a metà!

  2. sandro ha detto:

    Sembra uno scenario da Blade Runner, inquinamento onnipresente, neve sporca gente con mascherina; ci sono gli androidi?

    1. Jappo ha detto:

      Mi pare di averne visti un paio

  3. vilmavla5555 ha detto:

    allora il mese di settembre è l’ideale per vedere Pechino?poco caldo, meno inquinamento…. mi pare che potrei cogliere un’occasione 🙂

    1. Jappo ha detto:

      Cogli, cogli!

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