Gugong e Jingshan

Chi non conosce la Città Proibita? Chi non ne ha mai sentito parlare? Almeno una volta, di sfuggita? Praticamente chiunque ha idea, almeno vagamente, di questo posto anche tu, anche se magari non ci sei mai stato/a.

La Città Proibita è il simbolo della Cina al pari della Grande Muraglia, riscuote sicuramente interesse e allo stesso tempo fascino, tutti la conoscono, ma quante persone possono dire di conoscerla a fondo? Di esserne a conoscenza dei segreti, degli intrigi e delle decisioni storiche che si sono svolte in quelle mura? O magari il motivo per cui sono usati certi colori, certi particolari simboli in determinate posizioni? Il perché la città è dove è e non da qualche altra parte?

Personalmente non sono un grande amante del Gugong 故宫(il nome cinese con cui la Città Proibita è indicata al giorno d’oggi), tutti sanno che preferisco di gran lunga il Tiantan o Parco del Cielo, tant’è che ci porto tutti i miei ospiti, dal mefitico Chen, a Stefano ed Alberto, passando per i miei genitori.

Ma nonostante questa mia preferenza sono finalmente riuscito ad apprezzare un tour alla città proibita, quello che mi era sempre mancata era la giusta compagnia.

Settimana scorsa si sono radunati a Pechino diversi colleghi delle varie filiali del “North China”, assieme ad un paio di manager da Shanghai, il VP (Vice Presidente) Asia Pacific e il VP mondiale per partecipare al meeting di metà anno che è durato tutta la giornata di venerdì. La sera, dopo essere andati insieme a cena e a vedere l’Italia perdere miseramente contro il Costa Rica, siamo rimasti in giro fra i bar di Sanlitun e il Latte, così che il management ha deciso di cambiare il programma di visita della Grande Muraglia per la Città Proibita.

Il gruppo JAS davanti alla "Sala della Suprema Armonia"

Il gruppo JAS davanti alla “Sala della Suprema Armonia”

Clark, il mio manager di filiale è un grandissimo appasionato di storia e son stato tutto il tempo con lui a discorrere della creazione del Gugong, dei vari imperatori che hanno modificato ed ampliato il Palazzo Imperiale, delle concubine, degli eunuchi e delle dinastie che si sonno susseguite, dei legisti e del confucianesimo e di tanto altro.

La maggior parte delle informazioni le potete ritrovare qui, mentre mi piacerebbe dedicare due righe anche al Parco del Monte Jing o Jinghsan Park 景山公园(qui la pagina inglese di Wikipedia, dato che quella in italiano non spiega molto).

Il “monte” Jing è in solamente una piccola collinetta di neanche 50 metri di altezza, ma è una collinetta completamente artificiale, costruita con la terra scavata per la creazione del fossato che circonda la Città Proibita. Questo perché uno dei precetti del Fengshui raccomanda di avere una montagna a nord della propria abitazione per essere protetti dalle cattive influenze dei venti che arrivano da quella direzione. Ovviamente l’imperatore non poteva essere da meno e si fece costruire la montagna su misura.

La vista (inquinata) della città proibita dalla cima del monte Jing

La vista (inquinata) della città proibita dalla cima del monte Jing

Il monte Jing era conosciuto in antichità anche come Monte Mei o 煤山 che significa letterlamente “montagna di carbone”. Questo perché si credeva che l’imperatore avesse accumulato una riserva di carbone per l’inverno e che l’avesse coperta con della terra per nasconderla.

A parte questo, la cima del picco centrale del parco del monte Jing da una bellissima vista sul Gugong ed è anche il centro perfetto di quella che era l’antica città di Pechino, ovvero quella circondata dalle mura cittadine. Mura rase al suolo per ordine del Presidente Mao e di cui ora vi sono rimaste solo un paio di porte.

Il centro di Pechino

Il centro di Pechino

Altra particolarità è che se dalla Città Proibita si procede a Nord, passato Jing Shan si arriva a Gulou e a Zhonglou; verso sud si arriva a Piazza Tian’anmen e poi al Tiantan formando l’asse centrale della città.

Ultimo ma non ultimo, le strade di Pechino sono quasi interamente in direzione nord-sud ed est-ovest, con l’aggiunta di “circonvallazioni” come anelli, il più esteso dei quali è il sesto. La piccola curiosità sta nel fatto che non esiste una strada nominata “primo anello”, questo perché viene considerato come primo anello il muro di cinta della Città Proibita.

2 thoughts on “Gugong e Jingshan”

  1. Stefano ha detto:

    Quale onore vedersi menzionati in un articolo! Grande Jappo!

    1. Jappo ha detto:

      Grazie a te e ad Alby x essere venuti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.