Amori perduti allo Zhaolong Int. Youth Hostel

In questo articolo non inserirò le foto delle persone di cui parlo, ed utilizzerò dei nomi fittizi, poichè si tratta di storie vere e non sono stato autorizzato a parlarne dai diretti interessati. Questo articolo non è assolutamente scritto per scoraggiare relazioni sentimentali con ragazze cinesi. Del resto Jappo, come molti altri ragazzi stranieri residenti in Cina, è felicemente sposato con una ragazza del posto. Questi ragazzi sono solo stati sfortunati e probabilmente, anzi sicuramente, lo Zhaolong Youth Hostel non ha una buona influenza sulle relazioni amorose.

Come vi ho raccontato nelle puntate precedenti, vivendo per molto tempo in un ostello a Pechino si possono incontrare centinaia di persone, che viaggiano o vivono nella capitale. Pian piano si comincia a conoscerli, a conoscere le loro storie ed inevitabilmente si incontrano persone che sono arrivate qui, viaggiando per mezzo mondo, anche “solo” per incontrare una persona. Spesso capita che qualche ragazzo si innamori di una ragazza cinese e la segua fino in Cina per magari coronare il proprio sogno di una vita insieme. Altrettanto spesso, da quello che mi è parso di capire, queste avventure si rivelano un totale fallimento e portano lo sfortunato a tornarsene a casa con la coda tra le gambe.

Gustavo per esempio è un ragazzo colombiano, di 22 anni (forse ora 23 o 24), alto e prestante, con un’ espressione gentile ed ingenua, che ho incontrato nell’ostello e con cui ho avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere. Una sera, chiedendogli cosa facesse a Pechino, mi disse che cercava una persona, una ragazza, di cui era evidentemente innamorato e con cui era fidanzato quando si trovava in Colombia. Al tempo erano molto innamorati, lei, originaria di Guangzhou lo aveva invitato in Cina per conoscere la sua famiglia e, chissà, magari anche sposarsi e vivere insieme. Lui ha lavorato per alcuni mesi in Colombia, per mettersi dei soldi da parte e riuscire ad affrontare le spese del viaggio. Arrivato qui, alcuni mesi dopo, lei si era resa irraggiungibile. Non rispondeva alle mail, aveva cambiato numero di cellulare. L’unica cosa che sapeva di lei era che abitava a Guangzhou e ogni tanto veniva a Pechino, dove ha un appartamento in affitto, per questioni di lavoro. In qualche modo Gustavo era riuscito ad ottenere l’indirizzo dell’appartamento a Pechino e aveva cercato di trovarla lì. Un giorno, aspettando per ore fuori dalla porta dell’appartamento, ha incontrato un uomo, che stava entrando proprio in quell’appartamento. A quel punto Gustavo lo ha fermato, chiedendogli se sapesse qualcosa della ragazza…. non avrebbe mai pensato che quell’uomo era proprio suo marito. In preda alla disperazione ma senza alcuna intenzione di arrendersi Gustavo rimase a Pechino, lavorando e alloggiando in ostelli in giro per la città, in attesa di poter andare a Guangzhou e, quando l’ho incontrato io, era ancora determinato a partire per andare a parlare faccia a faccia con la ragazza… mi piacerebbe reincontrarlo per capire come sia andata a finire.

Frederik è invece un ragazzo tedesco, un artista/musicista, arrivato in ostello verso la fine della mia permanenza in quel manicomio chiamato Zhaolong. Anche lui aveva incontrato una ragazza cinese in Germania e si era follemente innamorato. Secondo lo stesso copione, si erano promessi a vicenda di reincontrarsi a Pechino per riuscire a stare finalmente insieme e far incontrare lui con la famiglia di lei. Lui aveva persino imparato il cinese, che non parlava affatto male, studiando da solo con libri e cd in cuffia, pur di dimostrare il proprio amore per la ragazza. Questa volta la ragazza non era sposata e non aveva nemmeno un altro fidanzato, tutto sembrava andare per il meglio. Lui infatti arrivò in ostello accompagnato da lei, che lo era andato a prendere in aeroporto, e si preparava ad incontrare la famiglia in quei giorni. Un bel dì, lei venne a prenderlo, con il padre, per andare insieme a cena. Tornò molto contento e deciso a trovare un lavoro e una sistemazione per rimanere a Pechino il più a lungo possibile. Lasciò l’ostello e, evidentemente con l’aiuto di lei, trovò un alloggio altrove. Non seppi più niente di lui fino a che, un giorno, tornò allo Zhaolong con una faccia un po’ sciupata e triste e mi disse che qualcosa era andato storto. I genitori della ragazza non erano affatto contenti della relazione e si rifiutavano di ospitarlo o persino di invitarlo a mangiare da loro, lei era cambiata totalmente, non lo amava più e non aveva intenzione di continuare la loro storia. Frederik non aveva soldi, io gli prestai qualche centinaio di RMB per mangiare e pagarsi l’ostello, almeno fino a che i suoi genitori non gli comprarono un biglietto di ritorno. Non ho più avuto sue notizie ne ho mai riavuto i soldi prestati.

L’ultima storia riguarda un ragazzo cileno, precisamente di Valparaìso, sulla costa di fronte all’isola del famoso romanzo di Daniel Defoe, e che chiamerò Kenny. Prima di venire in Cina Kenny lavorava, assieme al fratello, nella ditta di import/export di famiglia. Esportavano aragoste e crostacei vivi in tutto il mondo. Le cose gli andavano piuttosto bene e aveva abbastanza soldi per vivere autonomamente. Anche lui però ebbe la sfortuna di incontrare una ragazza cinese dalle intenzioni poco chiare. Dopo una relazione portata avanti in Cile per circa un mese, lei dovette tornare in patria. Lui, forse anche un po’ stufo della sua vita un po’ monotona, decise di seguirla dopo qualche settimana. Si iscrisse ad un corso di cinese alla Beijing Foreign Language University e dopo molto poco la ragazza si tirò indietro, spinta dalla famiglia a lasciare il povero laowai che non ritenevano un buon partito. In questo caso però lui non ebbe molti problemi a trovare un’altra ragazza e mettersi alla ricerca di una sistemazione. La ragazza questa volta era finlandese e frequentava un master qui per un anno. Tuttavia, come molti stranieri venuti qui senza un obiettivo preciso, Kenneth si trovò molto presto senza molto da fare. La botta finale forse fu proprio la permanenza in quell’ostello maledetto. Passava le sue giornate davanti al pc, seduto su quelle poltrone mezze rotte che ti costringono a muoverti continuamente per cercare una posizione comoda per lavorare al computer, mangiava 方便面 (fangbianmian, instant noodles) quasi tutti i giorni e ogni tanto andava a fare qualche lezione di inglese, che per altro non parlava affatto bene, per guadagnare qualcosa. Nonostante tutto la sua relazione andava abbastanza bene. Alla fine però lei doveva tornare in Finlandia e lui non trovò un modo per seguirla, non aveva soldi da investire, era troppo depresso per trovare una soluzione alternativa e i due dovettero lasciarsi, anche piuttosto tristemente. Ora Kenny è tornato in Cile, dove penso viva serenamente, dato che non fa altro che postare su Facebook foto in cui sta immergendosi in acque stupende con fondali brillanti e multicolori e pesci enormi che gli girano intorno, barbecue sulla spiaggia e altre robe che scatenano il mio odio e la mia invidia più profondi, soprattutto quando fuori c’è la nebbia provocata dall’inquinamento incessante di questa città.

Vi ho raccontato solo alcune delle storie di amori perduti nella Hall di quell’ostello, ce ne sarebbero anche altre ma non vorrei farvi venire il diabete. E io? Beh a dir la verità anche io ho interrotto una relazione quando ero lì, la più lunga che abbia avuto fin’ora, ma la ragazza non era cinese e comunque è un’altra storia…

8 thoughts on “Amori perduti allo Zhaolong Int. Youth Hostel

  1. Ahaha,
    mi pubblichi gli articoli a sorpresa e mi fai schiantare dal ridere.
    Mitico Antonio!
    Comunque tu scrivi queste cose dal punto di vista dei ragazzi soli e abbandonati, ma siamo onesti: quante cinesine indifese hai sciupato e salutato da quando sei in Cina?
    GHGH

  2. Nel mio piccolo anche io ho visto tantissime relazioni andate male. A parte in citta’ tipo Shanghai dove in molti casi prevale un modello occidentale (ma non sempre…), poi mi sembra di vedere uno scontro tra i modelli di relazione. In Cina o hai l’approvazione dei genitori o non vai da nessuna parte, non c’e’ verso.. e da noi dove diciamo valgono anche cose un po’ “sportive” o comunque senza il fine prossimo del matrimonio, che magari in Cina non si aspettano molto (ma non sempre, sia chiaro)..

    • Sono d’accordo. Certo nel Sud Italia c’è ancora un po’ l’ombra dell’approvazione dei genitori, mamme un po’ più invadenti etc., senza ovviamente arrivare all’influenza che hanno qui. In ogni caso anche noi ragazzi italiani tendiamo molto di più ad opporci a questo tipo di interferenze. La questione del matrimonio che hai introdotto è una questione molto delicata. Molte ragazze cinesi hanno questo unico fine sin da quando iniziano a frequentarti ma, come mi disse una volta una saggia, il sogno più grande di ogni ragazza – cinese o meno – è indossare quel fatidico vestito e camminare fino all’altare.

  3. E’ interessante leggere queste storie. Io quand’ero in Cina non mi ero mai innamorata di un ragazzo cinese, ma la mia amica iraniana sì. Era una storia tristissima perchè lui non mostrava molto rispetto nei suoi confronti, e si era accorta che su facebook (sempre sto facebook!) aveva conosciuto altre ragazze con le quali chattava allegramente come se fosse single. Lui la sfruttava anche dal lato economico. Di lei persi le tracce, purtroppo.

    • Ti consiglio il video dei The Pills, l’amore ai tempi di Facebook, che puoi trovare su Youtube. In ogni caso le relazioni, viste dalla parte dell’uomo cinese, sono un argomento interessante, di cui magari si potrebbe scrivere anche qualcosa, grazie per il commento e per lo spunto!

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