Guoguo – guida a un’arte vecchia di secoli

Dopo Pipi, Baibai e Fufu, qualche giorno fa ho preso il quarto grillo nel giro di un anno: Shishi. Non posso dire che ogni grillo sia stato un successo, ma grazie a vari tentativi ed errori ho imparato qualche lezione importante da condividere con tutto voi, soprattutto con un amico che è un assiduo lettore del blog e che da poco si è avventurato anche lui nella fantastica avventura piena di gioie e patimento che è la cura di un grillo.

Prima di tutto bisogna ricordare che l’arte dell’allevamento dei grilli ha radici antichissime ed era riservata all’imperatore e alla sua famiglia. Con il passare del tempo anche i laobaixing, la gente dei cento cognomi, il popolino, cominciò a dilettarvisi. Purtroppo ora sempre meno giovani trovano conforto nell’ascoltare il richiamo d’amore del grillo, preferendo invece altri animali domestici come cani e gatti.

Bisogna chiarire che vi sono due differenti categorie principali di grilli: i ququ 蛐蛐 e i guoguo 蝈蝈. I primi sono più simili ai grilli che abbiamo anche in Italia, sono più piccolini, di colore nero e sono i famosi grilli da combattimento. I grilli da combattimento possono essere ricoperti di onori e adirrittura essere sepolti in apposite bare, come quella che ho visto a Macao. I guoguo, invece, non hanno questi privilegi ma con il loro canto hanno l’incredibile onore di alleggerire le giornate dei propri padroni, soprattutto nel tremendo inverno pechinese.

Bara per ququ al museo di Macao

Bara per ququ al museo di Macao

Come scegliere un guoguo?

Vi sono diversi punti da considerare nella scelta di un guoguo

  1. ll sesso: i grilli canterini sono solo i maschi, mentre le femmine non cantano, o cantano solo in specifiche razze, ma comunque meno dei maschi. Le femmine si distinguono per la presenza dell’ovopositore, una lunga protuberanza, alla fine dell’adome. I maschi hanno invece l’addome che finisce in quattro piccole puntine.
  2. Il colore: il grillo giovane ha la pancia bianca, appena appena striata di verde; le ali sono marroncino chiaro e il viso può essere dello stesso colore o comunque tendente al bianco o a dei colori leggeri. Il grillo vecchio ha la pancia sul verde scuro o nero, così come le ali. Il viso invece può essere viola scuro o leggermente tendente al nero. Il grillo nel pieno delle sue forze e abilità canterine ha la pancia verde acceso e le ali smeraldo, mentre avrà il viso di un bel violetto. (ti rimando alle foto presenti all’articolo “grilli a Pechino“)
  3. Le ali: più sono lunghe, può profondo e caldo sarà il suo frinire. Alle volte un grillo dal corpo corto e tozzo può avere delle ali più grandi di un guoguo dal corpo più lungo e bello. In questo caso optate per le ali lunghe.
  4. Le antenne: le antenne del grillo non ricrescono, è importante che le sue antenne sia lunghe ed integre. Questo è solo un aspetto estetico ma molto importante nella scelta del grillo.

Quanto vive un grillo?

Personalmente dedico particolare attenzione al colore del grillo, perché preferisco prendere degli esemplari abbastanza giovani, così che duri a lungo, anche 5 mesi se lo prendi giovanissimo e gli dedichi le dovute cure, come il cibo da dargli.

Cosa mangia un grillo?

Generalmente ai guoguo vengono date le carote. Lui ne è ghiotto e poiché è difficile dare da bere al grillo in gabbia, è bene fargli mangiare del cibo con alta percentuale di acqua come carote e mele. Sarebbe bene fargli mangiare anche dei legumi, ma se non si è abbastanza esperti si rischia di farli morire disidratati se non si preparano i legumi nel modo giusto e non li si inframmezzano nella giusta maniera ad altri cibi. Al momento non sono ancora così esperto, così che continuo con carote e (raramente) delle mele. Proprio di recente ho sentito che sia meglio dargli carote al vapore a cui sia stata precedentemente tolta la pelle.

Altro punto importante è la quantità di cibo, quando il grillo è giovane preferisco dargli un pezzetto di carota ogni giorno, quando poi è già di un bel colore verde, passo a una volta ogni due giorni. Meno il grillo mangia e più a lungo può vivere, bisogna però fare attenzione a non dargli troppo poco, o morirà di fame.

Come far cantare il grillo?

Questa è una bella domanda, non c’è una scienza esatta sul come e quando farlo cantare, ma si possono attuare un paio di stratagemmi. Ovviamente il più immediato è quello di registrare il suo frinire sul cellulare e riprodurlo ad alto volume. Lui penserà che ci sia un altro grillo maschio nelle vicinanze e spesso si cimenterà di gran lena nella sfida canora. Generalmente i grilli non cantano se la temperatura è sotto i 25 gradi. Se d’estate non volete sentirlo frinire tutto il giorno e tutta la notte, potete sempre metterlo in frigorifero. Personalmente non l’ho mai fatto, perché dormo molto meglio essendo cullato da questa dolce melodia, ma mi hanno detto che non c’è rischio che muoia. Magari potrei provare con un grillo estivo, dato che costa poco.

Quanto costa un grillo?

Dipende da luogo a luogo, a Pechino si paga generalmente 20 RMB per un grillo estivo e anche dai 70 ai 500 per un grillo invernale. La differenza di prezzo sta nel fatto che i grilli estivi vengono semplicemente catturati nei campi, mentre quelli invernali vanno allevati con grande dispendio di tempo ed energie. La differenza di prezzo dei grilli invernali è invece dovuta alla vecchiaia del grillo (colore) ed ovviamente alla qualità (ali e antenne). Allevare un grillo in inverno è più difficile ma da anche molte soddisfazioni, Per farlo cantare bisogna però ricordarsi di tenerlo vicino al calorifero o tenerlo a contatto del proprio corpo in una hulu 葫芦.

Cos’è una hulu?

è un particolare tipo di zucca che i cinesi fanno crescere di varie forme e dimensioni a seconda degli usi che ne devono fare. Molte delle piccole hulu vengono usate come dei piccoli giocattoli per le mani, in modo da massaggiarsi i palmi delle mani e prevenire l’artrite. Così come viene fatto con le noci. Le hulu più grandi vengono invece lavorate e svuotate, in modo da diventare delle piccole casette da passeggio per grilli e cicale. Anche i prezzi delle hulu possono variare di molto e andare da 100 RMB fino a 500 e passa, a seconda della forma e delle decorazioni fatte all’esterno, senza poi tenere conto del pregio del coperchio. Qualche mese fa ad una cena, un altro appassionato di grilli confidà di aver pagato 20.000 RMB (più di 2000 Euro) per la sua hulu con dettagli in avorio.

Coperchio, paoqi e hulu. Gli strumenti indispensabili per portarsi dietro il proprio grillo

Coperchio, paoqi e hulu. Gli strumenti indispensabili per portarsi dietro il proprio grillo

All’interno della hulu viene aggiunta una spirale di metallo dal nome paoqi 匏器 o huluqi, che serve per amplificare il suono emesso dal grillo.

come si inserisce il paoqi nella hulu

come si inserisce il paoqi nella hulu

Oltre alle hulu, vi sono anche delle gabbiette per grilli, delle piccole opere d’arte, spesso fatte a mano, ma mentre le hulu sono fatte per il trasporto da un luogo all’altro, le gabbiette sono per tenerli in casa.

Fufu studia Pipi

Fufu studia Pipi

Personalmente ritengo che tenere un grillo in casa sia uno dei veri piaceri dell’essere in Cina.

E tu cosa ne pensi? Alleveresti mai un grillo?

15 thoughts on “Guoguo – guida a un’arte vecchia di secoli”

  1. fabio ha detto:

    Ho comprato da poco il mio primo grillo. Ha cantato la seconda notte che era a casa, mi ha svegliato 4 volte, poi ho trovato la cacchetta arancione. Comunque e’ una cosa da provare, veramente sorprendente come esperienza.
    Interessante notare che, mentre andavo a giro per la strada col mio grillo, tantissimi cinesi, sopratuto anziani, erano stupiti e alcuni si sono anche fermati a chiedermi quanto l’avessi pagato e a suggerirmi cosa dargli da mangiare.

    1. Jappo ha detto:

      Ogni volta che compro un grillo o sono in giro accarezzando la hulu succede la stessa cosa 🙂

    2. lucia ha detto:

      ciao fabio sai dirmi dove posso comprare dei grilli campestri?
      “grillus campestris”
      tu dove lo hai comprato?
      grazie

      1. Jappo ha detto:

        Ciao Lucia,
        io li ho sempre comprati nel parchetto vicino casa dove ci sono dei negozietti di pesci e nella stagione giusta (primavera-estate) hanno anche i grilli. Alternativamente ogni tanto nei parchi si trovano i contadini che vengono in bicicletta dalla campagna pechinese.
        Ci sono anche un paio di mercati famosi a Pechino, uno purtroppo non ricordo dove sia, mentre l’altro sta a zizhuqiao 紫竹桥 ed è un mercato sotterraneo. Ha ogni tipo di animali ed un paio di negozi trattano anche grilli (li trovi girando e seguendo il loro frinire)
        -Jappo

      2. matteo ha detto:

        io ne ho di gryllus campestris

  2. Stefano ha detto:

    Bellissimo!

  3. Luccioletta Veg ha detto:

    Caro Jacopo, leggo da alcuni mesi il tuo delizioso blog, in quanto mi sono appassionata alla cultura Cinese (specialmente medicina ed agopuntura :)) ).
    Ti diró, il tuo stile di scrittura dolce e diretto mi ha catturato praticamente da subito, e trovo le cose che scrivi molto interessanti. Purtroppo ti devo dire che questo ultimo post mi ha abbastanza spiazzato. Come puó una persona come (credo) sensibile come te intrappolare un povero grilluzzo in una gabbia :'( ? Lui vorrebbe saltellarsene tutto allegro per la campagna, ed invece se ne sta rinchiuso in una gabbietta piccina piccina! Io non credo che tu saresti contento se ti mettessero in una prigione, tutto stretto, solo per sentirti cantare!!!
    Adesso é pure estate, chissá che bei pratoni ci sono per Pechino, chissá come é triste il “tuo” grillo. Spero che tu legga queste mie parole e capisca che é meglio donare libertá che toglierla! Ricorda che: questa terra non l’abbiamo ereditata dai nostri padri,
    l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli 😉

    1. Jappo ha detto:

      Ciao Luccioletta,
      grazie per i bei complimenti che mi hai fatto, quasi arrossisco.
      Per quanto riguarda il grillo capisco il tuo punto di vista e mi faccio problemi quando, come l’altro giorno, son stato fuori tutto il giorno con Shishi nella stretta hulu.
      Pero’ mi dico, secondo lo stesso ragionamento non potrei neanche tenere il mio amato Doudou (il cane), perche’ son sicuro che sia molto piu’ felice stando fuori nei prati che non in casa tutto il giorno… a volte l’uomo si sa’, e’ egoista.
      Ciao e grazie

  4. Luccioletta Veg ha detto:

    Hai proprio ragione… a volte anch’io quando guardo i miei dieci micini ci penso! Peró mi raccomando, carote bio per Shushu 😉
    Una carezza a Doudou, una a Shishi ed una a te 🙂

    1. Jappo ha detto:

      Contraccambio!
      Un saluto e tante belle cose!
      PS spero di vedere altri tuoi commenti sul blog, mi farebbero un grande piacere

  5. vili ha detto:

    Allevare grilli non è solo un’usanza cinese. Io sono di Trieste e da piccolo (6-10) anni in estate avevo il mio grillo che cantava in casa. Non era per niente una cosa strana ma probabilmente siamo stati l’ultima generazione a farlo.
    Complimenti per il blog

    1. Anto ha detto:

      Grazie, sia per il contributo interessante che per il complimento :).

  6. matteo ha detto:

    Ciao a tutti, sono sempre stato appassionato di insetti fin da ragazzino, se trovavo una mantide o un grillo li tenevo un paio di giorni per poi liberarli , mi è capitato di vedere in un mercatino dell antiquariato una vecchia gabbietta da grilli che si regalava in toscana ai bambini per la festa del grillo e ho scoperto che esisteva una tradizione anche in italia anche se essendo considerati infestanti i grill venivano semplicemente catturati in natura . Io vorrei allevare qualche grillo, avrei anche trovato dei grilli campestris in vendita ma non so come alloggiarli in inverno visto che le donne di casa non vogliono averlo sotto lo stesso tetto e dovrei tenerli in garage al freddo, avete qualche consiglio per aiutarmi a fargli passare l inverno senza dover tenerli al caldo ?

    1. Jappo ha detto:

      Ciao Matteo,
      I grilli cinesi che ho allevato hanno una vita media di circa 6-8 mesi. Resistono al freddo fino a che non ghiaccia ma se i grilli italici vivono più o meno lo stesso periodo, ti bruci più di metà della loro vita senza sentirli cantare. Oltre che a rendere la loro vita un infero (freddo)
      Il mio consiglio è quello di comprarti un terrario con una lampada che possa scaldarli durante l’inverno. Non vedo altre soluzioni.
      I cinesi allevano grilli in inverno e li tengono chiusi in scatolette da mettere nelle tasche interne delle giacche, in modo che restino al caldo col calore corporeo e si possano godere il loro frinire mentre sono in giro

    2. giampiero ha detto:

      Scusami Matteo dove li hai visti i grilli in vendita ? Ma sono campestri ? Perché oggi mi è morto il mio dopo 3 mesi e dal dispiacere e per non pensarci ne vorrei comprare un altro. Cantava e mi faceva compagnia anche se era alle 2 o 3 di notte. Io sono di Roma.

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