Esami, esami e ancora esami

Gli esami sono parte integrante della cultura cinese sin dai tempi della dinastia Han (206 ac – 220 dc), quando gli ufficiali imperiali erano sottoposti ad alcune valutazioni, a volte persino da parte dell’imperatore stesso, prima di essere ammessi nella burocrazia imperiale o per salire di livello. I primi a istituzionalizzare gli esami imperiali furono i regnanti della dinastia Sui, sebbene non siano poi riusciti a creare un sistema maturo a causa della caduta del loro potere in tempi brevi. Fu l’imperatrice Wu Zetian della dinastia Tang, su cui si sprecano scritti e speculazioni nella letteratura cinese moderna e contemporanea, a istituire il sistema di esami che è durato, con modifiche e brevi sospensioni, fino al 1905 e che viene chiamato keju (科举).

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Non è un caso che ancora oggi gli studenti cinesi siano tra i migliori studenti al mondo quando si tratta di fare un test. Oggi gli esami sono alla base del destino e della carriera di ogni studente cinese. Fin da piccoli gli studenti cinesi vengono abituati a prepararsi per gli esami e, in periodi come quello corrente in cui ci sono gli esami di fine semestre nelle scuole medie ed elementari (中小学期末考试 zhongxiaoxue qimo kaoshi), i genitori spesso prendono due o tre giorni di vacanza da lavoro per assistere i figli nel ripasso di tutte le materie d’esame, spingendoli a dare il meglio e ad essere i più bravi della classe.

Nonostante ora ci sia un percorso abbastanza diverso dal passato per entrare nella burocrazia imperiale (ops, volevo dire del Partito), il voto di un esame può cambiare la vita di uno studente e spesso di una famiglia intera. L’esame più importante è certamente il Gaokao (高考), abbreviazione di 普通高等学校招生全国统一考试 (putong gaodeng xuexiao zhaosheng quanguo tongyi kaoshi), che è sostanzialmente la versione cinese dell’esame di maturità, che conoscete probabilmente per le foto di sale enormi con migliaia di banchi o per gli episodi di suicidio che accompagnano le notizie del periodo relativo. Capelli bianchi, occhiaie, vestiti sgualciti sono solo alcuni dei segni evidenti da cui potete riconoscere uno studente che si appresta a partecipare all’esame più importante della sua vita.

Come l’esame imperiale, anche il gaokao riesce ad assicurare al governo un esercito di ragazzi che per la propria infanzia e adolescenza non hanno fatto altro che studiare tutto quello che gli viene propinato. Ragazzi obbedienti, intellettuali omogenei, capaci di arrivare nelle prime posizioni nei test standardizzati come il PISA , devoti al dio lavoro e molto motivati. L’altra faccia della medaglia è la mancanza di creatività, spesso imputata ai cinesi (e spessissimo ingiustamente), la soppressione dell’individualità (come è giusto che sia in un regime socialista) e un curriculum ristretto di nozioni che permettono di evitare la diffusione di idee “strane”.

Se da un lato la Cina sta facendo sforzi per modificare questo sistema di istruzione, incentivare il Made in China e la creatività, dall’altro l’Europa e gli USA fanno un passo verso la Cina, pian piano standardizzando i curricula, dando importanza a test internazionali più che al giudizio dell’insegnante, diminuendo o eliminando materie umanistiche utili allo sviluppo di un pensiero critico e di una coscienza politica a favore di materie più pragmatiche. E’ un trend che in realtà si può individuare anche in altri campi, vedi per esempio la privacy e la libertà su internet… e tu.. che ne pensi?

One Reply to “Esami, esami e ancora esami”

  1. grazie , Antonio, articolo interessante anche se, a mio parere, vedere questi ragazzi imparare a memoria la lezione, senza talvolta avere la vera cognizione di quello che stanno dicendo/studiando, mette un po’ (tanta) tristezza.

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