Bella o brutta? – Lo standard di bellezza cinese

Alcune ragazze considerate “da urlo” dagli occidentali sono invece scartate dai maschi cinesi. Al contempo delle ragazze poco attraenti in patria fanno faville in Cina. Perché? Scopri quali sono gli standard di bellezza cinesi.

Ovviamente la bellezza è negli occhi di chi guarda. Non starmi a menare il torrone con il “politically-correct” e con le frasi da programma TV scadente “siete tutte belle” e roba del genere. I gusti son gusti e sono individuali, ma c’è chi è considerata dalla massa più “gustosa” di altre. Qui si parla in generale di ciò che è considerato lo standard di bellezza della donna cinese.

Del resto, ogni popolazione e cultura ha un proprio standard. Ricordiamo anche che lo standard può variare col tempo: ora ci piace il fisico magro; nel medioevo barocco quello grasso.

Abbiamo girato un video con il nostro amico Li Zhang, per capire meglio le differenze di standard attraverso qualche esempio pratico:

Cominciamo!

Canoni di bellezza delle donne cinesi

Se il tuo sogno è trovare un marito cinese, questo articolo fa al caso tuo.

Una bella donna cinese deve rispettare i seguenti standard:

  • occhi grandi
  • ciglia lunghe
  • naso appuntito
  • viso affilato
  • magra ai limiti dell’anoressia
  • alta (ma non più del proprio compagno)
  • infantile / kawaii (dal giapponese)
  • con la pelle bianca

Sicuramente ci sono altri punti da poter aggiungere ma questi sopra sono quelli che più stanno a cuore alle ragazze cinesi. Per questo motivo è facilissimo trovare ragazze e donne che passano ore in centri di bellezza per farsi le extension da ciglia. Oppure gare online per mostrare al mondo quanti si è magre. O ancora, una miriade di app che automaticamente ingrandiscono gli occhi e sbiancano la pelle di chi è fotografato.

Non stiamo poi a parlare di quella miriade di ragazze che volano in Corea a fare interventi di chirurgia plastica…

La pelle bianca

Nonostante possiamo soffermarci su ognuno dei punti seguenti, oggi voglio parlare soprattutto della pelle bianca.

Durante l’estate milioni di italiani si dirigono in località di mare e si preparano ad arrostirsi per bene per poter mostrare “la tintarella”. In Cina si combatte continuamente per restare il più bianchi possibile.

Prodotti sbiancanti

Iniziamo quindi dalle basi: i prodotti sbiancanti.

L’incubo per moltissime ragazze occidentali che vivono in Cina è la quasi impossibilità a trovare creme, saponi o simili che non siano sbiancanti.

Addirittura una volta trovai un deodorante roll-on sbiancante. Perché vogliano sbiancarsi le ascelle resta tutt’ora un mistero che non ho risolto.

Ovviamente sono sbiancanti anche le creme solari, così che “uccidi due uccelli con una freccia” (一箭双雕 yijian shuangdiao).

Ombrelli, cappelli e manicotti

A Pechino vedi più ombrelli aperti quando c’è il sole che quando piove. Nulla meglio di un ombrello per contrastare i raggi solari che non sono già stati filtrati dalla pesante cappa di inquinamento.

Le migliori sono sempre e comunque le Ayi, le “zie”, le signore di mezza età. Queste sono capaci di andare in motorino con una mano e tenere l’ombrello nell’altra. Al tempo stesso hanno un cappellone a tesa larga; occhiali da sole che coprono metà del viso; foulard; guanti; vestiti a maniche lunghe; guanti fino al gomito; possibili manicotti aggiuntivi e calze collant coprenti. Alle volte si mettono pure una giacca sopra tutto questo. Tassativamente indossata al contrario (ovvero con la chiusura sul retro).

Mentre gli uomini se ne sbattono altamente e vanno in giro con il Beijing Bikini.

Al mare: il facekini

Si sa che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Così che al mare puoi trovarti di fronte una schiera di Spiderman, Batman, Ray Mysterio o altri supereroi sconosciuti. Che tu lo voglia chiamare facekini, face-kini, face kini o nella sua accezione cinese 脸基尼 lianjini, non fa differenza. Stiamo sempre parlando della stessa cosa: una maschera “di bellezza” creata appositamente per le donne cinesi.

Facekini

Gli alieni sono fra noi…e portano il face-kini!

Ebbene sì. Per andare al mare ma non abbronzarsi si sono inventati questo obbrobrio che è una maschera in silicone che copre tutta la faccia. Ovviamente ci sono anche i costumi integrali come delle mute da sub, ma spesso con un gonnellino integrato per fare più kawaii.

Sapendo poi che entrano in acqua e restano ad abbrustolire per tutto il giorno, non oso immaginare che microclima adatto allo sviluppo di muffe e “porcini” di varia natura si crei all’interno di questi costumi e face-kini.

Quindi cosa aspetti? Comprati anche tu un facekini e torna dal mare più bianca di quando sei partita. Sono sicuro che farai scalpore per tutta la riviera romagnola (o dove sei in vacanza).

Cosa ne pensi dei canoni di bellezza cinesi? E soprattutto: ti metteresti mai un facekini?? faccelo sapere nei commenti!

12 thoughts on “Bella o brutta? – Lo standard di bellezza cinese”

  1. Vilma ha detto:

    Andrebbe bene per me !!!!potrei evitare la protezione 50+++ Ahahah….

  2. Alessandro ha detto:

    La foto è impressionante. Proprio al di dei nostri canoni

  3. andream ha detto:

    dice mia consorte…che lei a sbiancarsi dall.abbronzura ci mette tre anni …sarà vero?

    1. Jappo ha detto:

      Perché chiedi a me riguardo l’abbronzatura della tua consorte? Giuro che non siamo mai andati al mare insieme! 😀
      A parte gli scherzi, non so proprio ma è vero che ci mettono meno a prendere colore e più tempo a perderlo

      1. Fabio ha detto:

        Sono in Italia e sono andato al mare con mia moglie.. è diventata scusa in fretta in effetti. Durante le videochat con la famiglia tutti le rimproverano di essere troppo scura, o meglio, non è che la rimproverano, ma la prendono un po’ in giro. Lei dice che ci metterà almeno 6 mesi per tornare come prima.

  4. Paolo ha detto:

    Facekini a parte, ma è davvero così alto il numero delle donne che si dirige in sud Corea per chirurgia estetica?
    Secondo te ( o secondo i cinesi) , nel mondo dello spettacolo/intrattenimento, chi è che incarna questo tipo di modello estetico?
    p.s. ho imparato una nuova locuzione oggi: menare il torrone! grazie Jappo XD

    1. Jappo ha detto:

      Ciao Paolo,
      Visto che non mi piace dire cose a caso ho fatto una ricerca al volo (scusa se non è molto approfondita ma sono in ufficio).
      Pare che lo scorso anno siano state circa 56mila cinesi ad andare in Korea a fare interventi di chirurgia plastica. Fonte qui.
      Nel 2011 la Korea contribuiva per circa un quarto del fatturato mondiale dell’industria estetica. Purtroppo non dice nulla di quest’anno. Fonte qui.
      La Cina risulta come il terzo stato per numero di interventi di chirurgia estetica. Fonte qui.
      Non so se leggi il cinese ma per cercare notizie riguardando la situazione in Cina è meglio cercare fonti in lingua via baidu.

      Io sono un po’ una voce fuori dal coro perché non mi piace la pelle bianca o le ragazze magre magre magre. Mi da un senso di “malato” più che di attraente. In Cina una delle attrici più gettonate è Fan Bingbing 范冰冰 . Qui la ricerca foto su baidu.com 🙂

      PS menare il torrone lo dice sempre mio padre. Sarà che è della provincia di Cremona e lì, di torrone, ne capiscono

  5. Angela ha detto:

    Non indosserei mai il facekini, ma apprezzo il pallore del viso delle donne orientali: si appare effettivamente più giovani 🙂 Parola di fantasmino!

  6. Milva ha detto:

    Devo farti una correzione: nel Medioevo non andava l’ideale grasso, tutt’altro… Nel romanico non so (in generale preoccuparsi della bellezza era visto male), ma nel gotico (in cui i costumi si sono ammorbiditi) si prediligeva la snellezza (basta guardare l’architettura per notare come amassero tutto ciò che è longilineo), solo in una accezione più sana di quella attuale. Era poi molto apprezzato il ventre tondeggiante, segno di fertilità, ma il resto delle curve doveva essere molto minuto (il seno piccolo andava alla grande), per un’aria più “virginale” (in pratica meglio le adolescenti, più “fresche”… abbastanza disgustoso, da parte di uomini adulti)… Il vero periodo d’oro per la ciccia fu il barocco, il ‘600, dove l’ideale oltre a molta abbondanza prevedeva cellulite a profusione dal collo in giù (basta vedere le donne dipinte da Rubens).
    Oltre alla pelle di luna (comunque apprezzata fuori dall’occidente) e il ventre tondeggiante, un altro canone di bellezza medioevale che potremmo trovare buffo è la predizione per la fronte altissima e ampissima (le donne si rasavano le sopracciglia e l’attaccatura dei capelli, per renderla più grande… in pratica, le prediligevano quasi stempiate, con l’attaccatura arretrata fino allo zenit della testa o quasi).

    1. Jappo ha detto:

      grazie per la spiegazione, molto interessante.
      Correggo subito!

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