dormire da Ikea

L’inferno dantesco dell’Ikea cinese

Le similitudini fra un giro all’Ikea in Cina e la discesa di Dante nell’inferno della Divina Commedia

Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai in un’Ikea oscura
che nel pensier rinova la paura!

[…]ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

La prima cosa che notai quando entrai nella mia nuova casa pechinese quattro anni or sono fu l’assenza di un divano. Al suo posto un letto da una piazza e mezza. Urgeva un rimedio: andare all’Ikea.

In quattro anni di vita a Pechino penso di essere andato all’Ikea due volte. Forse tre. Una volta appena arrivato a Pechino, e l’ultima volta un paio di settimane fa.

Si pensa che l’Ikea, come il McDonald o il Carrefour, siano uguali in tutto il mondo. Se da un lato può essere vero che i grandi marchi vogliano fornire un’esperienza standard in tutti i loro punti vendita del mondo, dall’altro lato non è affatto così nell’Ikea cinese. Questa è molto più simile ad un viaggio dantesco nell’infere, che non ad un pomeriggio di compere.

Primo cechio: (il limbo) i divani

Dante, passata la selva oscura, arriva nel Limbo scortato da Virgilio. Io, passato il quarto anello all’altezza di Siyuanqiao, arrivo all’Ikea scortato da Huanzi.

Appena si entra nell’Ikea pechinese, così come in tutte le Ikee (come si declina il plurale di Ikea? mah) del mondo, il primo “cerchio” è quello dei salotti. Più nello specifico: la zona divani.

[ctt template=”5″ link=”KbXPT” via=”yes” ]Aaaaaaah. Il divano! – Disse ViLgilio a Dante [/ctt]

La mandria di cinesi che ha svolto un’impresa titanica nel restare imbottigliati nel traffico per ore arriva all’entrata del centro commerciale già spossata. Ma per fotuna ci sono subito i divani. C’è gente che va all’Ikea solo per sedersi su un divano comodo, bere il proprio thermos di tè e giocare al cellulare.

Comunque il risultato è che per trovare un divano che mi piacesse ho dovuto spostre di peso tre cinesi addormentati per poterlo vedere bene.

Secondo cerchio: (i lussuriosi) i letti

Se non sei soddisfatto dei divani, puoi andare alla sezione letti subito dopo, passando anche per l’ibrido divano-letto.

Dormire sui letti Ikea è uno dei nuovi sport approvati dalla Commissione dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008. Così tutti i giorni e a tutte le ore, ci sono “atleti” che si allenano.

Le categorie possono essere sia di singolo che di doppio, fino ad arrivare come nel canottaggio, alla versione ad otto. Per gli amanti del O2O (online to offline) c’è la versione tetris. Questa consiste nel cercare di incastrare più gente possibile sull’area di un divano-letto.

Contando poi che per molti cinesi è normale uscire di casa in pigiama, capite la comodità del tutto. C’è chi arriva direttamente col pigiama di flanella, si mette sotto le coperte e…buonanotte!

Una volta ci trovai una coppia che discorrevva amabilmente sotto le coperte… mi son sempre chiesto se non ci fosse mai nessuno che avesse voluto cogliere l’occasione di una sveltina.

Secondo cerchio secondo girone: Camere da letto

Per correttezza, il secondo cerchio non ha i gironi, ma qui c’è una licenza (Jap)poetica e mi serve aggiungere uno “scalino” intermedio

Se vuoi un po’ più di privacy, o semplicemente tutti i divani e i letti fino a quel punto sono occupati, puoi passare ai mock-up delle stanze. Che sia da 16 metri quadri o 30 non interessa. Se c’è un letto è più che sufficiente.

L’ultima volta che sono passato da una di queste stanze, c’era un tizio che russava della grossa!!!

Ma il migliore è stato un papà che aveva messo il figlio neonato a giocare nel lettino, e lui si era messo a dormire sul letto di fianco.

Terzo Cerchio: (i golosi) Cucine e sale da pranzo

Sembra incredibile ma non tutti i cinesi vanno all’Ikea per recuperare qualche ora di sonno. Presumo che la maggior parte di queste persone vogliano solamente provare con mano a vivere in una casa più occidentale. Magari riempire di selfie il proprio WeChat per zhuangbi.

Alternativamente ci sono anche gruppi di ayi (le signore di mezza età) che si siedono ai tavolini a chiacchierare amabilmente, giocare a carte, o addirittura a mangiare! Infatti si portano dietro il solito thermos di tè o d’acqua calda, un pacco di semi di girarole, e a volte pure la scatola con riso saltato o jiaozi.

Se ne stanno lì e passano il pomeriggio. Se gli chiedi di vedere le sedie o il tavolo ti mandano via in malo modo lanciandoti antiche maledizioni dimenticate.

Dal Quarto al Settimo Cerchio

Poiché non è nostro interesse passare attraverso tutti i cerchi dell’inferno dantesco, arriviamo al cerchio ottavo (gli altri studiateli con la prof di Italiano).

Ottavo Cerchio: (i malversatori) bagni

Nel canto ventunesimo dell’inferno, Dante viene scortato da una decina di diavoli al cui capo vi è Barbariccia. Famoso per il verso “ed elli avea del cul fatto trombetta”, non potevamo che parlare dei bagni!

Come nel viaggio di Dante nell’inferno, ogni girone è peggio del precedente, raggiungendo quindi il lato oscuro dell’anima umana nei bagni. Qui la gente perde completamente il pudore (e non che fino ad adesso sia stata proprio all’altezza della camera dei Lord).

L’altro giorno ho beccato due ragazze davanti agli specchi dei finti bagni a farsi la pulizia del viso. Punti neri e brufoli venivano schiacciati ed estirpati fra espressioni facciali appropriate all’evento. Lo spettacolo non era proprio dei migliori e quindi me ne sono andato di fretta, ma non mi sarei stupito se dopo poco avessero tirato fuori delle pinzette e si fossero messe a farsi anche i peli…

Tra l’altro, in quel momento il mio spirito imprenditoriale ha preso il sopravvento e mi son trovato a pensare “sarebbe possibile aprire un negozio d’estetista lì in mezzo?”. Sto lavorando al business plan.

Ovviamente poi nei bagni c’è anche il mostro finale, il “non aprite quella porta”. Mi sono accorto che non sono più presenti i water veri e propri, ma ricordo che in passato c’erano. Penso li abbiano tolti dopo che troppa gente li usava nel modo errato. O meglio…li usava nel modo giusto, ma li scambiava per i bagni dell’Ikea e si accorgeva troppo tardi che non erano collegati allo scarico. Del resto sappiamo che le abitudini cessuali cinesi sono un po’ particolari.

Del resto, le ayi di cui sopra non si sono mai fatte problemi a far fare i bisogni dei bimbi che hanno al seguito direttamente nei cestini in giro per l’Ikea… ultimamente ho notato che anche i cestini sono spariti… chissà se il fatto è collegato!

Domanda: Fra i cerchi danteschi di cui sopra, quale ti è piaciuta di più? Hai mai vissuto dal vivo queste situazioni? Rispondi nei commenti e ricordati di condividere l’articolo sui social network!

3 thoughts on “L’inferno dantesco dell’Ikea cinese”

  1. Fabio ha detto:

    Se ricordo bene misero anche la consumazione obbligatoria nell’area ristoro perche’ era pieno di vecchietti che occupavano tutti i tavolini, pare facesero dating..

    1. Jappo ha detto:

      ahahah, questa non la ricordo, ma lo speed-dating geriatrico all’Ikea mi piace un sacco!

      1. fabio ha detto:

        Ti linko l’articolo qui:
        http://www.ecns.cn/cns-wire/2016/10-14/230271.shtml
        il divieto pare valga solo per l’Ikea di Shanghai. A Beijing i vecchietti possono ancora cercare l’amore.

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