pinyin

Una riflessione in memoria dell’inventore del Pinyin

Questa settimana è venuto a mancare uno dei personaggi più importanti nella storia recente della lingua cinese. Zhou Youguang, inventore del sistema Pinyin, è morto a 111 anni e tutti i giornali hanno scritto per ricordarne i meriti e la vita.

Anche noi di ABCina vogliamo ricordare Zhou Youguang per il contributo che ha dato al nostro apprendimento del cinese mandarino. Tuttavia io mi domando se effettivamente tutto ciò che è stato scritto in questi giorni sia effettivamente il solito encomio disinformato, giustificato esclusivamente dalla morte del personaggio, oppure se i giornali siano all’unanimità convinti che il signor Zhou Youguang abbia dato un contributo enorme e positivo alla società cinese e al mondo con l’invenzione del nuovo sistema di romanizzazione del cinese.

Per fare questo non esporrò il mio pensiero, poiché anche io sono abbastanza confuso sull’argomento e sto ancora conducendo le mie ricerche per formare un’opinione che si possa chiamare tale. Vorrei però porre anche a te le domande a cui io stesso sto cercando risposta:

  1. E’ opinione comune che il pinyin abbia contribuito all’alfabetizzazione del “Paese di mezzo”. Non si tiene conto del fatto che a Taiwan e in Giappone il livello di alfabetizzazione è molto più alto che in Cina. In Giappone viene utilizzato un sistema simile al pinyin che si chiama Roma ji, mentre a Taiwan nonostante sia stato introdotto lo Hanyu Pinyin nel 2009, in precedenza veniva utilizzato un altro sistema e prima un altro ancora, ma nessuno si è mai sognato di dire che il Roma Ji, il Tongyong Pinyin o il Zhuyin abbiano avuto un ruolo fondamentale nel processo di istruzione della popolazione. Quindi mi chiedo effettivamente quale sia stato il contributo del pinyin alla diffusione della lingua ufficiale.
  2. Si può pensare che il pinyin abbia il compito di standardizzare la pronuncia delle parole. Basta fare un giro in Cina e tenere le orecchie aperte per capire che la stessa parola viene ancora pronunciata in maniere molto differenti da persone che vivono le stesse città. Le differenze di pronuncia si sono assottigliate leggermente nelle nuove generazioni ma non sono state ancora (e non penso lo saranno mai) eliminate.  È stato quindi merito del pinyin o i media hanno svolto un ruolo più centrale in questo processo?
  3. Il pinyin è stato importante per l’ideazione dei sistemi di input elettronici ora utilizzati. Tuttavia questi stessi sistemi di input si stanno rivelando i nemici numero uno dell’alfabetizzazione, almeno per come siamo abituati a definirla. Approfondirò in un altro articolo poiché anche questo argomento merita di essere analizzato separatamente. Il pinyin sta quindi contribuendo alla diffusione di un nuovo tipo di analfabetismo?
  4. Tenendo conto che i processi cognitivi alla base dei sistemi di scrittura e lettura dell’estremo oriente si differenziano totalmente dai processi alla base dei sistemi alfabetici occidentali, che senso ha per un cinese introdurre un ulteriore alfabeto?  E’ quindi effettivamente utile l’introduzione di un sistema alfabetico per accelerare il processo di alfabetizzazione di un Paese che non ha mai avuto bisogno dell’alfabeto? Per quale motivo si dovrebbe sostenere che i bambini cinesi sono facilitati all’apprendimento dall’uso del pinyin? Anche questo sarà oggetto di approfondimento in futuro.
  5. Il pinyin aiuta la comunicazione con gli altri popoli? Aiuta il processo di “condizionamento culturale” di quelle minoranze etniche che si trovano all’interno del territorio cinese? Fino ad ora pare che questo processo non sia andato propriamente bene… forse il pinyin non è la causa, ma nemmeno la soluzione.
  6. Molti studenti di cinese pensano che il pinyin sia la panacea di tutti i mali e fanno riferimento ad esso ogni volta che possono. Peccato che la maggior parte di essi non riesce più a staccarsi dal pinyin, rinunciano a imparare i caratteri “perché tanto c’è il pinyin” e invece di ascoltare le pronunce dei parlanti hanno come unico riferimento questo sistema.

Infine ti chiedo, secondo te a che serve il pinyin? Ha avuto successo o ha fallito nel suo scopo? Ti ringrazio per la tua risposta!

4 thoughts on “Una riflessione in memoria dell’inventore del Pinyin”

  1. Marco ha detto:

    credo che un fattore da non trascurare e’ che in Cina milioni di persone non parlano cinese come prima lingua cosa che non penso avvenga in Giappone o Taiwan.
    Mia moglie, cinese nata a fine anni ’80, ha imparato il mandarino a partire dalla prima elementare tanto per fare un esempio che conosco in prima persona e ancora oggi in casa sua non si parla mandarino ma il dialetto locale.

    Per questo probabilmente in pinyin ha influito piu’ pesantemente di quanto non abbia fatto il romanji in Giappone o il Wade-Gilles o l’hanyu pinying a Taiwan

    1. Anto ha detto:

      Ciao Marco, grazie del commento. E’ vero che la Cina è caratterizzata da una pluralità culturale/linguistica senza pari negli altri paesi dell’estremo oriente. Penso però che, come hai detto tu stesso, sia la scuola e la diffusione dell’istruzione primaria e secondaria ad aver contribuito a diffondere la lingua ufficiale. I media hanno fatto sicuramente la loro parte. Non mi è chiaro però il nesso tra l’introduzione del pinyin e l’alfabetizzazione. Nelle stesse condizioni di sviluppo sociali ed economiche siamo sicuri che la lingua ufficiale avrebbe avuto una diffusione minore senza l’introduzione del pinyin?

  2. Marco ha detto:

    credo che il pinyin sia usato nelle scuole per insegnare a “leggere” i caratteri (almeno lo immagino perche’ io vedo che in tutti i giochi che mia moglie compra per mio figlio di nemmeno 2 anni a fianco di qualsiasi carattere c’e’ sempre il pinyin)

    Durante il capodanno cinese saro’ a casa di mia moglie e se capita approfittero’ il discorso (la piu’ grande delle sue 4 nipotine ha iniziato quest anno la scuola primaria e quindi si e’ avvicinata per la prima volta al putongua) perche’ ora mi hai messo curiosita’ 🙂

    1. Anto ha detto:

      Caro Marco, sono al corrente del suo utilizzo nelle scuole e ne parlavo l’altro giorno con un collega. Però io penso che i cinesi abbiano imparato a leggere e scrivere anche senza il pinyin in passato, con sistemi di analogie tonali tra caratteri e il sistema fanqie (se vuoi posso passarti qualche articolo a riguardo). Effettivamente il problema più grande non è stato posto dall’analfabetismo, per cui sono convinto che le soluzioni siano altre, quanto dalle tecnologie informatiche. Fammi sapere poi cosa ti dice tua moglie! Antonio

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