Un fenomeno che all’inizio qualcuno pensava fosse tipico esclusivamente di Giappone e Taiwan, e che invece si è presentato in maniera evidente anche nella Cina continentale.

Gli sforzi da parte del governo cinese per aumentare il tasso di istruzione e alfabetizzazione nella società cinese sono stati e continuano tuttora ad essere molto importanti. Le condizioni economiche sempre più favorevoli e la crescente urbanizzazione della Cina hanno permesso a questo Paese di raggiungere ottimi risultati nella lotta all’analfabetismo e nella diffusione dell’istruzione superiore.

Dal dopoguerra in poi sono state anche implementate varie politiche per velocizzare il processo: la semplificazione dei caratteri e l’introduzione del pinyin. Isolare e valutare gli effetti di queste due politiche e quindi quantificarne l’efficacia non è facile, anche per questo sono nate varie critiche verso la loro adozione.

Un’altra sfida affrontata durante la “modernizzazione” della lingua cinese è arrivata con l’irruzione dell’informatica nelle nostre vite quotidiane. Trovare una soluzione per scrivere caratteri su dispositivi elettronici pensati per gli alfabeti occidentali si è rivelato un compito abbastanza arduo, ma soprattutto ha avuto delle conseguenze forse non previste dai policymakers: i cinesi non sanno più scrivere a mano.

提笔忘字 (ti bi wang zi), che letteralmente significa “prendere la penna in mano e dimenticarsi i caratteri”, indica appunto quel momento in cui, una volta impugnata la penna, ci si rende conto di non saper più scrivere il carattere a cui si sta pensando.

Mentre per noi occidentali basta ricordare i tratti di 26 (per gli italiani 21) lettere per riuscire a scrivere le parole, per i cinesi sta diventando sempre più difficile tenere a mente la scrittura corretta dei caratteri, specialmente quelli più complessi e meno utilizzati quotidianamente. Spesso chi scrive a mano utilizza il corsivo (che nella maggior parte dei casi è chiaro solo a chi lo scrive), ma non sarebbe in grado di scrivere utilizzando il giusto ordine e numero di tratti.

Questo è successo semplicemente perché i cinesi, esattamente come noi, passano le loro giornate scrivendo al computer e con il telefonino. Le occasioni che si presentano per prendere in mano una penna e scrivere su un foglio sono sempre più limitate e ormai solo i ragazzini scrivono regolarmente con carta e penna, ma una volta finita la scuola anche loro iniziano inesorabilmente a dimenticare come si scrive a mano.

Non tutti sono preoccupati dal problema. Alcuni si consolano spiegando che con l’arrivo delle penne quasi nessuno ha più avuto interesse a scrivere col pennello e che tutto ciò rappresenta solamente il futuro: un mondo in cui non ci sono più carta e penna. Tu cosa ne pensi?