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Come la Cina ha ucciso 30 milioni di donne…o forse no

Fra aborti selettivi, femminicidi, abbandoni di neonati femmine, la Cina ha 30 milioni di donne in meno rispetto agli uomini. Ma sarà vero???

Essendo un vago appassionato di demografia e sviluppo demografico, vivendo in Cina, avendo scritto la tesi del Master sulla Politica del Figlio Unico, ogni tanto mi capita di dover intavolare una discussione riguardo la mancanza di 30 milioni di donne in Cina.

Preconcetti

In occidente partiamo prevenuti su alcuni argomenti, quando si tocca la Cina siamo addirittura MOLTO prevenuti e sicuri di ciò che pensiamo di sapere a riguardo. Fra questi nostri preconcetti ci sono tutta una serie di errori riguardanti la Politica del Figlio unico, che ho già smontato in un apposito articolo.

Un aspetto che non ho discusso in quell’articolo, è invece il problema della enorme differenza fra la quantità di donne e di uomini in Cina: 34 milioni (per essere precisi), più di metà dell’intera popolazione Italiana.

Quando si scopre questo dettaglio, il nostro pensiero va subito ai seguenti motivi:

  • La politica del figlio unico
  • la tradizionale predilezione per il figlio maschio al posto che per le figlie femmine

Unendo i due punti precedenti punti ci costruiamo sopra le “vere” motivazioni:

  • aborti selettivi
  • uccisione delle figlie femmine per far spazio al maschio
  • femminicidi in generale
  • altri efferati crimini vari

Queste fandonie le ho sentite fin troppe volte, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato leggere la seguente frase su questo articolo di China Files:

“Senza contare che la predilezione per la progenie maschile — sfociata in aborti selettivi dei feti femminili — si è tradotta in un surplus di 30 milioni di uomini oggi in cerca di una compagna.”

Bene, oggi mi metto seduto a fare un po’ di chiarezza e debunking di questa idiozia.

La “verità” su femminicidi e aborti selettivi

Allora, parto sempre dalla premessa di non poter dire che tutte queste brutte cose come aborti selettivi (o forzati) non siano mai avvenuti, così come l’abbandono o l’uccisione di neonati di cui l’unica colpa era di essere nati del sesso “sbagliato”. In un nazione popolosa come la Cina, di sicuro ci sono stati tutti gli spettri dei colori, visibili o meno. MA, quello che voglio confutare è l’idea che siano state queste le cause di tale disparità.

La verità è che le cause di tale differenza sono sia la politica del figlio unico che la predilezione ad avere figli maschi, soprattutto nelle campagne. Ma perché? E come sia possibile che si sia ottenuto questo effetto senza che aborti selettivi e femminicidi siano la causa principale?

La scienza (e i dati) a supporto

Partiamo da alcune considerazioni aggiuntive sugli aborti selettivi. Oramai in Cina è da anni che è vietato ai medici e al personale addetto all’ecografia di comunicare il sesso del nascituro. Addirittura è vietato fotografare o filmare lo schermo durante l’ecografia, proprio per evitare che si porti il materiale così ottenuto da un medico (amico o) compiacente, che possa determinarne il sesso.

É abbastanza ovvio che non tutti rispettino queste direttive e che qualcuno comunichi il sesso del nascituro. Ciò è più facile che accada in un ospedale privato, mentre in quelli pubblici è molto più difficile saperne il sesso.

Il pragmatismo cinese (e il loro aggirare le regole), porta anche a far sì che genitori in attesa di un figlio “fuori piano”, lo assegnino al nucleo famigliare di un parente sposato ma senza figli.

Più maschi già dalla nascita: a causa di aborti selettivi?

Innanzitutto bisogna sapere che c’è una più alta probabilità di partorire un figlio maschio rispetto ad una figlia femmina. Mentre le donne vivono mediamente più degli uomini, in età infantile ci sono più maschi che femmine. Il fenomeno non è esclusivamente cinese ma diffuso in tutto il genere umano e la media mondiale attestata dal CIA World Fact Book è di 107 maschi ogni 100 femmine. Il rapporto fra numero di maschi e femmine è chiamato sex-ratio.

La sex-ratio cinese fra i bimbi primogeniti, è di circa 106 a 100, quindi quasi in perfetto allineamento con la media mondiale. Ciò ci può portare a dedurre che non ci sono aborti selettivi o femminicidi in giovane età in quantità tale da essere rilevante su scala nazionale o comunque largamente diffusa.

Ma allora, come sono scomparsi questi 34 e passa milioni di donne cinesi?

Leggendo il lavoro degli studiosi Zhu Weixing, Lu Li ed Hesketh Therese “China’s excess males, sex selective abortion, and one child policy: analysis of data from 2005 national intercensus survey”, si traggono le seguenti conclusioni (mi si perdoni l’auto-citazione, ma è ciò che scrivevo nella tesi magistrale nel 2012):

“Prendendo in considerazione solo la porzione di popolazione primogenita si ottiene una sex-ratio che si mantiene ad un livello di 106 maschi su 100 femmine che è esattamente nella media mondiale di 107. Se però si includono anche i secondogeniti si arriva a circa il 110,95%, con un intervallo di confidenza che varia fra il 107 e il 113 a seconda delle provincie cinesi. Con questi valori alla mano vediamo che si può passare da una ratio di 106 ad una di 113, con una differenza consistente di sette punti percentuali.”

Ciò significa che a creare il divario è la possibilità di avere un secondo figlio. Perché questo? Perché nelle campagne è importante avere un maschio che lavori nei campi e se il primogenito è dotato di cromosoma Y non viene facilmente rilasciato il permesso per avere un secondo figlio. Mentre se la primogenita è femmina, ecco che è quasi automatico ricevere i documenti necessari per tentare nuovamente la fortuna.

É questo il principale motivo della “scomparsa” di 34 milioni di donne, e non di aborti selettivi o abbandoni di neonati del sesso “sbagliato”.

Ciò che i dati non dicono

Ma attenzione attenzione, c’è un colpo di scena! I dati non ci raccontano tutta la verità: potrebbe essere che non manchino affatto 34 milioni di donne, ma molte meno.

Infatti, i dati ufficiali cinesi (consultabili qui in inglese), potrebbero avere un ammanco di moltissime donne nate e mai registrate negli uffici preposti. Sempre a causa della politica del figlio unico, i genitori di una femmina potrebbero decidere di non registrarla negli uffici di polizia, proprio per poter tentare nuovamente di avere un maschio senza pagare alcuna multa. Il problema della popolazione “sommersa” è grave e molto conosciuto in Cina.

Un bimbo non registrato non ha diritto all’istruzione, alla scuola e a tutti i servizi pubblici. Ma lo hukou (residenza) di campagna già di per sé porta a diritti limitati rispetto quello cittadino, così che una famiglia di contadini potrebbe non vedere un vero e proprio vantaggio nel registrare una figlia.

Conclusioni

Per concludere, vorrei ricordare di non dare per scontato che ciò che si sa è sicuramente vero. Io per primo sono disposto a cambiare idea, ma se mi vuoi convincere che la differenza di sex ratio è causata da aborti selettivi e femminicidi, mi devi portare qualche dato (come ho fatto io con te).
Inoltre, vorrei invitarti a leggere la mia tesi magistrale sulla “politica del figlio unico e
le sue conseguenze ambientali”. La puoi scaricare, assieme ad altri regali, compilando questo form per iscriverti alla nostra mailing list.

Per finire veramente: ricordati anche di condividere l’articolo sui social network e combattere l’ignoranza!

Alla prossima!

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