bondage in cina

Intervista ad un esperto di bondage in Cina

Per soddisfare le nostre curiosità in materia di sex toys in Cina abbiamo raggiunto un ex kinbakushi (緊縛師) italiano, da tempo residente in Cina.

Per chi non lo sapesse, il kinbakushi (緊縛師) o nawashi (縄師) è letteralmente un artista delle legature erotiche e dell’arte dello shibari (縛り).

Dopo aver scoperto la sua passione per il bondage classico giapponese ha seguito diversi corsi per aumentare le proprie abilità nei nodi, sia da un punto di vista di canone artistico sia da un punto di vista della sicurezza, perché, ricordiamolo, certe tecniche vanno eseguite da mani esperte per evitare qualsiasi danno fisico o incidente grave. Dopo  aver lavorato per alcuni anni in questo settore a Roma, adesso ha cambiato lavoro e si è trasferito in Cina. Gli abbiamo posto alcune domande.

Cosa ti ha fatto avvicinare a questo mondo?

Beh, intanto grazie per l’intervista. E’ una passione che ho scoperto poco dopo i miei vent’anni, è ormai passato molto tempo. Fui introdotto da un amico in un giro privato di feste dove si praticava del bondage e ne fui molto colpito, per cui decisi di informarmi meglio e imparare da professionisti, sia in Italia sia in Giappone e per qualche anno della mia vita fornivo la mia assistenza a coppie o singoli che volevano approcciarsi nel modo migliore e più sicuro a questo lato artistico della sessualità. Potrà sembrare strano, ma veramente molta gente ha fantasie di dominazione e sottomissione, ma molti ancora hanno paura o vergogna a chiedere l’aiuto  di un professionista e a volte succedono tragedie, come un incidente di  legatura sospesa a Roma di qualche anno fa che ha portato al soffocamento e alla morte di una ragazza. Questo perché la coppia non aveva le nozioni di sicurezza di base per effettuare legature complesse e hanno esitato a chiedere aiuto ad un professionista.

Come hai trovato la scena locale in Cina e in particolare a Pechino?

Devo dire che inizialmente ero molto preoccupato per via di diversi stereotipi che tipicamente dipingono i cinesi come poco avvezzi a pratiche erotiche spinte, ma in realtà mi sono molto ricreduto durante il mio primo anno a Pechino. Ho trovato una cultura molto interessata sia alle pratiche di bondage con corde sia all’uso di sex toys. Immagina che da quando ho specificatamente inserito nel mio profilo Tinder e TanTan che mi piace lo shibari sono letteralmente sommerso da richieste di ragazze giovani, principalmente nella fascia 22-28 anni, che vogliono provare ed essere dominate.

Quindi mi stai dicendo che i sex-toys sono molto diffusi in Cina?

Sì, fino a circa tre anni fa non era semplice trovarne e la scelta era molto limitata, ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom sia nella quantità e varietà sia nella qualità dei materiali dei prodotti cinesi. Inoltre si trovano facilmente anche i sex-toys delle più note case di produzione europee e americane. Immagino che la qualità dei materiali, anche in questo campo, vada di pari passo con la politica industriale cinese del piano Made in China 2025 e devo dire che sta funzionando veramente bene, la qualità di questi prodotti non ha più nulla da invidiare a quelli che conosciamo in Europa.

Quali sex-toys acquistano i cinesi solitamente e dove?

Ultimamente mi è capitato di notare che sulle due principali piattaforme di e-commerce in Cina (JD.com e TaoBao) i flussi di vendita dei sex-toys sono molto alti. Sono rimasto molto sorpreso in particolare per la categoria degli Anal-plugs, se ne trovano veramente tantissimi e, se guardiamo i 20 prodotti più venduti su queste due piattaforme, i volumi di acquisto in Cina sono nell’ordine delle migliaia al mese. Molto di moda ultimamente, oltre ai classici plugs gioiello, anche quelli corredati da finte code di animali come gatti, cavalli, volpi e una special edition per il nuovo anno, con la coda di maiale. Interessante notare anche che negli ultimi mesi sono apparsi per la prima volta sulla scena cinese anche i toys prostatici per l’uomo, quando prima tutto ciò era considerato un tabù estremo.

Quali sono le pratiche che ti sono state richieste o comunque che hai effettuato di più con ragazze cinesi?

Allora, principalmente le giovani donne cinesi sono molto attratte dall’uomo straniero dominante. Quindi senza mezzi termini, le più disinibite, chiedono di farsi legare e bendare. Anche se di base non conoscono posizioni particolari non si tirano indietro di fronte alla sperimentazione. Quindi da lì si passa a legature più particolari, come ad esempio i corsetti estetici che non bloccano realmente nessun movimento, ma sono semplicemente belli alla vista e fungono da supporto per altre legature. Altra cosa molto richiesta è il cosplay erotico, che va da travestimenti legati agli anime a cose più infantili come Hello Kitty.

Un’ultima cosa che mi ha sorpreso molto è una sorta di presa di consapevolezza da parte delle giovanissime cinesi che sanno di avere una certa mancanza nelle tecniche sessuali e chiedono spesso consigli su come meglio eccitare e far godere il partner.

Sorge spontanea la domanda: ma vengono con te anche ragazze fidanzate/sposate?

Sì anche fidanzate e sposate.

Lasciaci con una raccomandazione

Auguro a tutti di poter sperimentare la propria sessualità nei modi più  disparati possibili, ma anche di farlo in sicurezza e senza mettere a rischio l’incolumità dei propri partners. Perché ricordiamolo, il sesso è un piacere!

2 thoughts on “Intervista ad un esperto di bondage in Cina”

  1. paolo ha detto:

    Hey, stiamo parlando di malattie della perversione e di persone con riferimenti mentali delle relazioni di coppie un “tantinello” emarginate.
    Sono persone con problemi psichici del controllo della personalità, che ha nomi e terapie psichiatriche ben note agli addetti ai lavori.
    Ci andrei piano a parlarne come se fosse una tendenza cool e di riferimento in Cina….credo proprio che non ci sia nulla da raccontare e tal proposito ma da stendere un velo pietoso !!!

    1. Anto ha detto:

      Ciao Paolo, non è bello giudicare così gente con gusti e abitudini diverse dalle proprie. Poi credo che i tuoi riferimenti clinici siano perlomeno antiquati, se non del tutto errati. Magari puoi smentirmi con qualche studio? Non è che sotto sotto, vorresti provare anche tu queste pratiche?

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