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I turisti cinesi e la percezione di sicurezza

Parlando con i cinesi conosciuti in Italia, in diversi contesti, è facile che salti fuori il tema della sicurezza nelle città italiane o europee in generale.

Molti cinesi che visitano l’Europa per la prima volta non la conoscono a fondo, si basano ovviamente su quello che apprendono a scuola, dalle news, su Internet, dal passaparola.

Alcuni possono avere un’immagine particolarmente idilliaca del continente europeo, vedendolo come un luogo estremamente civile, sicuro e pulito. Altri, che magari seguono più assiduamente le notizie dall’estero, vogliono visitarlo ma possono essere spaventati da alcuni avvenimenti riportati dalla stampa cinese o da amici.

Attentati, omicidi, furti o anche semplici fregature, nonostante possano essere statisticamente irrilevanti, influiscono profondamente sui flussi di visitatori e studenti provenienti dalla RPC. Parigi, Roma, Barcellona e altre città hanno già subito le conseguenze di questo fenomeno in passato.

La stampa cinese calca sempre un po’ la mano quando un connazionale subisce qualche torto all’estero, diffondendo spesso un clima di terrore tra i lettori, che di conseguenza regolano le proprie scelte per le destinazioni turistiche o di studio all’estero.

Che si tratti di persone che conoscono l’Europa o meno, la prima esperienza in una grande città europea può fare la differenza nella percezione di sicurezza che i turisti cinesi hanno nelle nostre città.

Un tassista che chiede 20 euro in più perché vuole approfittare di un turista inesperto, uno scippo in metropolitana, una fregatura al ristorante, la vista di strade sporche ed immondizia ovunque non sono certo esperienze piacevoli per uno straniero in Italia.

Un altro fattore che influenza la percezione di sicurezza nel nostro Paese per i turisti cinesi è anche la presenza di tanti immigrati dalla pelle nera. Eh sì, non è carino dirlo, ma spesso mi capita di discutere di questo argomento con amici cinesi.

La presenza di tanti immigrati africani nelle strade delle capitali europee intimidisce molti turisti, lavoratori e studenti cinesi. Un po’ per razzismo, un po’ per la comunicazione che i media (europei e cinesi) fanno sull’argomento, anche questo è diventato un tema sensibile per la percezione di sicurezza in Europa.

Come fare quindi per creare una migliore reputazione delle capitali e delle città turistiche nel nostro Paese? Non possiamo cambiare del tutto il modo in cui il nostro continente funziona per accomodare i turisti cinesi, ma sicuramente possiamo migliorare la percezione di sicurezza nelle città.

Creare un ambiente più amichevole per i cinesi in arrivo, a partire dalle indicazioni in aeroporto, è sicuramente possibile. Lo dimostra l’esperienza dell’aeroporto di Fiumicino, ormai completamente “Chinese friendly” e che fornisce App per orientarsi nella struttura e pagare con i metodi più amati dai cinesi.

Le strutture che accolgono i turisti possono informarsi sulle abitudini di viaggio e sui temi sensibili per i visitatori, fornire indicazioni ed avvertenze sul comportamento da adottare in città per essere sempre al sicuro, sui numeri di emergenza da chiamare in caso di bisogno, sugli ospedali da contattare qualora sorgessero problemi. Dotarsi di personale che parla cinese mandarino e di materiale in lingua contribuisce a rendere tutto più semplice.

D’altra parte anche la comunicazione può essere utilizzata per modellare la percezione di sicurezza dei turisti. L’esagerazione con cui viene trattato il tema della sicurezza dai nostri media è un aspetto da non sottovalutare. L’Italia è uno dei Paesi europei con il più basso tasso di omicidi, eppure a sentire i media sembra sempre che ci sia un assassino dietro l’angolo.

Chi lavora nella comunicazione e nel settore del turismo potrebbe cercare di informare sulla gestione della sicurezza nelle nostre città, contribuendo a ricreare una reputazione positiva e fornire consigli su alcune pratiche da adottare per viaggiare più tranquillamente (es. i turisti cinesi tendono a viaggiare con molti contanti, cosa che li rende obiettivi perfetti per i ladruncoli).

Per migliorare la comunicazione delle nostre strutture ricettive verso il mercato cinese e fornire degli strumenti pratici per la conoscenza della cultura del Paese di Mezzo, ABCina ha creato in collaborazione con Voglia d’Italia Tour la prima “Guida per l’accoglienza del turista e dello studente cinese”.

Per scaricare la guida, ti basta lasciare la tua mail qui sotto:

2 thoughts on “I turisti cinesi e la percezione di sicurezza”

  1. FABIO LESSI ha detto:

    il tasso di omicidi in Italia è almeno basso quanto quello in Cina. Le fregature con tutto il rispetto non sono certo di più di quelle che un turista occidentale trova in Cina. In compenso è molto più basso in italia il numero di morti per incidenti/sicurezza alimentare/inquinamento etc. tutte cose che fanno molti più danni degli omicidi ma si sentono meno. La sicurezza è una percezione perché alla fine, statistiche alla mano, l’Europa è più sicura della Cina.

    1. Anto ha detto:

      Ciao Fabio, non ho i dati con me ma credo che appunto sia un problema di percezione, per questo è anche importante come si imposta la comunicazione e l’accoglienza. Poi i pericoli delle nostre città possono essere in qualche modo diversi da quelli delle città cinesi, questo contribuisce al problema. In ogni caso le grandi città cinesi che ho visitato o dove ho vissuto mi hanno sempre fatto sentire piuttosto al sicuro.

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