neokylin sistema operativo cinese

Dobbiamo aspettarci un sistema operativo cinese?

Leggiamo sui giornali di uno stop graduale ai sistemi operativi made in USA nella pubblica amministrazione cinese. Non è che sta tornando alla ribalta Neokylin?

Nella guerra dei dati, dei software e dell’hardware tra USA e Cina non potevano mancare i sistemi operativi. Le misure americane ai danni di Huawei e altre aziende cinesi sembrano aver accelerato la ricerca cinese in fatto di sistemi operativi per dispositivi come smartphone e pc.

È di questi giorni la notizia della graduale eliminazione che si vuole operare nella pubblica amministrazione cinese ai danni dei sistemi operativi americani, perlopiù di casa Microsoft, già presa di mira più volte per il motore di ricerca Bing.

Se per i cellulari non abbiamo nessuna idea di quale possa essere l’asso nella manica delle aziende cinesi, per quanto riguarda i PC forse qualche indizio c’è. Nel 2015 su questo blog abbiamo parlato del sistema operativo Neokylin, basato su Linux, già impiegato sui PC Dell distribuiti in Cina e sui computer di alcuni uffici pubblici.

Neokylin al tempo era visivamente uguale a Windows XP, anche se poi era compatibile con un numero limitato di applicazioni e si presentava più che altro come un sistema operativo prettamente da ufficio. A conferma dell’ipotesi Neokylin c’è un’altra notizia che arriva da Xinhua:

“China Standard Software Co., Ltd. e Tianjin Kylin Information Ltd. Co. hanno appena annunciato una collaborazione per la realizzazione di un SO nazionale”, una versione migliorata dei sistemi già in vendita per PC e Server.

Secondo il Financial Times la migrazione dei dati e dei sistemi avverrà con una formula graduale chiamata 3-5-2, per cui il 30% dei computer e dei software verrà sostituito entro il 2020, il 50% entro il 2021, e il restante 20% entro il 2022.

Le domande che sorgono leggendo queste notizie per me sono:

  1. riusciranno le aziende cinesi a realizzare dei sistemi operativi all’altezza, utilizzabili non solo dalla pubblica amministrazione, ma anche dall’utente comune?
  2. C’è l’intenzione di sostituire anche una parte dei sistemi operativi per dispositivi mobili?
  3. Chi produrrà i prodotti per sostituire chip Intel o altro hardware straniero?

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