Per la prima volta in 11 anni il test ufficiale di lingua cinese HSK 汉语水平考试 hànyǔ shuǐpíng kǎoshì sta per subire una riforma abbastanza importante.

Un detto cinese recita 百尺竿头, 更进一步 bǎi chǐ gān tóu, gèng jìnyībù, che letteralmente vuol dire, “In cima al palo da 100 piedi, fai un passo in più”, cioè non accontentarti di arrivare in cima, punta subito ad un altro successo.

Con questo concetto in mente sono stati forse ideati i nuovi livelli del famigerato test HSK, visto che l’esame, così come presentato, sembra raggiungere nuovi picchi di difficoltà.

Per quanto si possa ritenere l’esame HSK utile o inutile a seconda delle necessità personali di ognuno, bisogna ammettere che questo continuo processo di riforma risulta encomiabile.

Da un lato sembra che le persone dietro il test vogliano allinearsi sempre più agli standard internazionali di apprendimento e test di lingua, dall’altro sembra che vogliano presentare sempre nuove sfide a chi studia cinese.

Personalmente avendo sostenuto già il livello massimo di HSK della scorsa versione, questa nuova organizzazione dell’esame mi intriga non poco, mi offre nuovi stimoli e costituisce una nuova sfida.

Non sono un gran sostenitore degli esami standardizzati di lingua, ma il fatto che esistano nuovi livelli di difficoltà mi spinge a volerli affrontare, imparando nuovi caratteri, espandendo il mio vocabolario e mettendomi alla prova.

L’annuncio sul twitter ufficiale dell’esame recita: “HSK is about to be reformed. #HSK In 2020, the Chinese Proficiency Standards will usher in a new change: a hybrid paradigm of “Three Stages and Nine Levels” characterized by integration and all-in-one.”

Segue un’immagine che spiega la nuova struttura dell’esame:

Quindi abbiamo 3 macrolivelli: principiante, intermedio, avanzato. I macrolivelli vengono poi suddivisi a loro volta in 3 sottolivelli precisi, numerati da 1 a 9. Ma cosa cambia nel contenuto degli esami?

Vediamo quindi una certa riorganizzazione sia degli standard che del numero di vocaboli da imparare. C’è una certa precisione nelle indicazioni sugli esami dal primo al sesto livello, mentre i tre livelli più alti sono accorpati e viene indicato solo un numero possibile di caratteri e vocaboli da imparare.

Fino a 11092 vocaboli e 572 strutture grammaticali sono previsti per i livelli 7-9 e potrebbero mettere anche un cinese madrelingua in forte difficoltà.

I livelli più bassi sono stati generalmente “rimpolpati” di contenuti e sono diventati un po’ più ostici. Il livello 1 per esempio richiede la conoscenza di 500 vocaboli, paragonati ai 150 dell’edizione precedente.

Le indicazioni sui vocaboli si fanno sempre più generali man mano che cresce il livello, con 2245 vocaboli già presenti solo al terzo livello di proficiency.

Siamo quindi di fronte ad una complessità più alta per ottenere una certificazione di lingua cinese che si rispetti. Ma attendiamo ancora di vedere qualche esempio di esame per poter capire come cambia davvero il test.

Non ci sono ancora informazioni sui requisiti degli studenti internazionali in Cina. Se prima accedere ad un corso di laurea in cinese poteva essere precluso a chi non avesse almeno un HSK 4 o 5, dobbiamo aspettare ancora qualche settimana per capire quali saranno i nuovi standard.

D’altra parte non mi sembra di aver visto informazioni sull’esame orale HSKK. Attendiamo nuove.

Nel frattempo però non bisogna dimenticare che imparare una lingua deve essere anche un piacere, un modo per immergersi in una cultura e farla propria. A parte il cinese tecnico ed accademico, bisogna imparare anche quello colloquiale, impararlo come si deve!

Per questo abbiamo creato il libro “CDS – Cinese Da Strada”, presentato sabato scorso all’Associazione Giovani Italiani in Cina con la magistrale moderazione del giornalista Filippo Santelli.

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Parte di questo articolo è stato tradotto da un articolo originale di The Beijinger, che trovi qui.